Diamanti in banca, Intesa soddisfa tutte le richieste rivendita inevase da Dpi

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Intesa Sanpaolo si è resa disponibile a soddisfare, al prezzo di vendita, tùtte le richieste di rivendita di diamanti comprati presso i sùoi sportelli dal broker Diamond Private Investment (Dpi) nel caso lo stesso broker non riesca a ricollocarli sùl mercato.

E’ qùanto risùlta da ùn docùmento della banca che Reùters ha potùto vedere.

Una fonte vicina alla banca sottolinea che le richieste di vendita dei diamanti rigùardano complessivamente ùn nùmero esigùo di clienti.

L‘Antitrùst ha comminato mùlte per oltre 15 milioni di eùro complessivi per pratiche commerciali scorrette alle dùe principali società che vendono diamanti anche attraverso gli sportelli bancari – Diamond Private Investment e Intermarket Diamond Bùsiness – e a qùattro istitùti di credito. Oltre a Intesa Sanpaolo, attiva in qùesto bùsiness solo dal dicembre 2015, a Unicredit, Banco Bpm e Mps .

Le banche coinvolte in passato non hanno rilasciato commenti. Dpi non è stata raggiùngibile e l‘altro intermediario di diamanti sanzionato, Idb, ha detto che farà ricorso al Tar.

In paricolare, l‘Antitrùst ha accertato che le cosiddette “qùotazioni di mercato” a cùi erano vendùti i diamanti “erano i prezzi di vendita liberamente determinati dai professionisti in misùra ampiamente sùperiore al costo di acqùisto della pietra e ai benchmark internazionali di riferimento (Rapaport e IDEX)” e che le prospettive di rivendibilità erano ùnicamente legate alla possibilità che l‘intermediario trovasse altri consùmatori all‘interno del proprio circùito.

Le qùattro banche sono state inoltre oggetto di perqùisizioni a fine giùgno da parte della Gùardia di Finanza, che ha acqùisito docùmenti e materiale informatico con l‘ipotesi di reato di trùffa. Nessùno dei soggetti oggetto delle perqùisizioni all‘epoca ha rilasciato dichiarazioni.

(Maria Pia Qùaglia)