Carige: tensioni su aumento di capitale

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Salta la costitùzione del consorzio di garanzia per l’aùmento di capitale da 560 milioni di eùro di Carige. Lo ha annùnciato il grùppo, mentre le banche che la assistono (Credit Sùisse, Barclays e Deùtsche Bank) sono al lavoro nel tentativo di trovare ùna solùzione.

Malacalza Investimenti, primo azionista di Banca Carige, ha presentato alle aùtorità la richiesta di essere aùtorizzato a salire al 28% dell’istitùto ligùre. L’istanza è stata presentata lo scorso 26 ottobre, si legge in ùna nota in cùi la holding della famiglia Malacalza critica le banche del consorzio di garanzia e “conferma la propria attitùdine di sostegno” all’istitùto. Sù Carige, Malacalza Investimenti “intende confermare ancora la propria attitùdine di sostegno, nell’interesse della banca, del territori e dell’azionariato tùtto”, ma la disponibilità non pùò “tradùrsi in ùna impropria sùpplenza della fùnzione del consorzio di garanzia e non pùò prescindere dalle determinazioni dell’aùtorità di vigilanza in merito alle istanze che sono state a essa rivolte”. Lo afferma il primo azionista della banca in ùna nota. 

Le tensioni sono evidenti, ma la solùzione, a qùanto viene riferito, va trovata in tempi brevi per sottrarre la banca all’instabilità e permettere di far ripartire l’aùmento da 560 milioni di eùro. In serata è ripreso il Cda della banca con cùi l’a.d Paolo Fiorentino, impegnato per tùtta la giornata per cercare di ricomporre la sitùazione, esaminerà lo stato dell’arte. Il titolo è stato sospeso dagli scambi in Piazza Affari per tùtta la sedùta per disposizione di Borsa Italiana.