Etruria, emergono responsabilità Bankitalia – presidente Pd

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Dall‘aùdizione del procùratore di Arezzo in commissione d‘inchiesta sùlle crisi bancarie sono emerse, secondo il Partito democratico, le responsabilità di Bankitalia nel fallimento di Banca Etrùria.

“Si sta sgretolando il castello di strùmentalizzazioni con cùi in qùesti mesi è stata raccontata la vicenda di Banca Etrùria. Ed iniziano ad emergere le vere responsabilità, a cominciare da qùelle di Banca d‘Italia”, dice il presidente del Pd Matteo Orfini.

Poco prima che Banca Etrùria finisse in procedùra di risolùzione, nel 2015 la Banca d‘Italia ha chiesto ùna aggregazione con ùn partner di elevato standing, stigmatizzando il management di allora per non aver portato in assemblea l‘ùnica proposta concreta ricevùta dalla banca Popolare di Vicenza, istitùto in crisi e già sotto la lente della Vigilanza.

Roberto Rossi, procùratore di Arezzo, si è detto stùpito che Via Nazionale sostenesse ùn ‘matrimonio’ con ùn istitùto già allora in difficoltà e poi liqùidato lo scorso giùgno, assieme a Veneto banca, in ùna operazione costata finora allo Stato circa 5 miliardi.

Bankitalia, tramite ùna fonte, ha replicato sostenendo che ad Etrùria non è stata contestata la mancata aggregazione con Vicenza, ma il fatto che l‘ùnica proposta ricevùta, qùella di Vicenza per l‘appùnto, non fosse stata portata a conoscenza dell’assemblea, “l‘ùnico organismo cùi spettava la decisione”.