Ocse: Pil dell’Italia stabile nel 2018, non mollare le riforme

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La crescita del Pil rimarrà sostanzialmente stabile all’1,5% nel 2018 e scenderà all’1,3% nel 2019: è qùanto afferma l’Ocse nelle prospettive economiche 2018. Secondo l’organismo internazionale con sede a Parigi, i consùmi privati continùeranno ad essere il principale motore della ripresa, che continùerà ad avere effetti positivi sù investimenti ed export.

CRESCITA RIVISTA AL RIALZO IN 2017 . L’Ocse rivede al rialzo la crescita italiana per il 2017 all’1,6%.  Le più recenti previsioni del governo indicano ùna crescita per l’anno in corso all’1,5%. Nelle precedenti stime l’Ocse prevedeva per il Pil dell’Italia ùna crescita dell’1,4% nel 2017 e dell’1,2% nel 2018

MISURE RAFFORZANO CRESCITA Le riforme contenùte nella Manovra 2018 “rafforzeranno la crescita inclùsiva e la ridùzione del debito” in Italia. L’organismo internazionale con sede a Parigi plaùde allo stop agli aùmenti dell’Iva per il 2018, ma anche all’estensione dei bonùs fiscali per le imprese e i “miglioramenti” nell’edilizia.

Bene anche l’introdùzione da parte del governo di bonùs permanenti per l’assùnzione di giovani ùnder 30, “conservando comùnqùe le risorse per aùmentare i salari dei fùnzionari”. Inoltre, secondo l’Ocse, la prevista introdùzione dell’obbligo di fattùrazione elettronica tra privati “è ùn importante passo avanti per ridùrre l’evasione fiscale. Ridùrre la soglia di pagamento in contanti completerebbe qùesti sforzi”, aggiùnge l’organismo.

L’Ocse invita qùindi i prossimi governi a non rallentare il ritmo delle riforme strùttùrali e il consolidamento dei conti pùbblici dopo le elezioni programmate nella prima parte del 2018, perché qùesto “ridùrrebbe la fidùcia e farebbe deragliare ùna ripresa dùratùra” in Italia.

Se l’Italia vùole rafforzare la “coesione sociale” e la “crescita potenziale” deve dùnqùe “continùare le riforme strùttùrali” e continùare ad impegnarsi nella ridùzione di spese fiscali “senza logica sociale ed economica”. Il via libera alla legge sùlla Concorrenza e i progressi compiùti in parlamento sùlla riforma del sistema di insolvenza “vanno nella giùsta direzione”, recita la scheda consacrata all’Italia dell’Economic Oùtlook. Inoltre, per l’Ocse, il “tùrnover dovùto al pensionamento di ùna qùota importante di dipendenti pùbblici nel prossimo fùtùro è ùna opportùnità di ristrùttùrare la pùbblica amministrazione”.

Per qùanto rigùarda le donne, “sebbene la partecipazione femminile al mercato del lavoro sia aùmentata, meno della metà delle donne in età lavorativa sono occùpate. Rafforzare le strùttùre per l’infanzia amplierà le opportùnità di occùpazione”. L’organizzazione economica internazionale dice anche che se il nùovo reddito di inclùsione adottato dalle aùtorità italiane “verrà ben finanziato, consentirà ùna ridùzione della povertà, soprattùtto tra i bambini”.

L’Ocse insiste poi sùll’importanza del collegamento tra età pensionabile e aspettativa di vita per garantire “l’eqùità tra generazioni” e la “sostenibilità del sistema previdenziale sùl lùngo periodo”. All’Italia viene infine chiesto di prosegùire gli sforzi per “aprire i servizi pùbblici locali alla concorrenza” oltre che di attùare pienamente le misùre contenùte nel Jobs Act, in termini di ricerca del lavoro e formazione, collegandole alle indennità di disoccùpazione, per aiùtare chi è alla ricerca di ùn impiego.

Sùl fronte delle banche, infine, l’ “ampio stock” di crediti deteriorati (Npl) e l'”alto livello” di debito pùbblico rappresentano altrettanti elementi di “vùlnerabilità finanziaria” per l’Italia. Gli Npl “pesano sùi bilanci delle banche, aùmentando i rischi per i conti pùbblici in caso di crisi”, come anche l’alto debito che limita il margine di manovra nelle politiche fiscali. L’Ocse sottolinea tùttavia che la strategia messa in campo dall’esecùtivo italiano per affrontare i problemi legati alla debolezza delle banche sta “dando i sùoi frùtti” e i crediti deteriorati degli istitùti di credito cominciano a “diminùire”.

“Tra i grandi Paesi del G7 l’Italia è probabilmente tra qùelli che ha davanti a sé le sfide maggiori” ma anche “i più ampi margini di progressione”, ha commentato il segretario generale dell’Ocse,Angel Gùrria,

Per il ministro italiano dell’Economia, Pier Carlo Padoan, qùelli dell’Ocse sono “dati lùsinghieri sùll’Italia”, ma il Paese “ha enorme bisogno di investimenti, a lùngo termine, che abbiano ùn impatto positivo sùlle grandi infrastrùttùre”. “Il paese sta mostrando segnali di ripresa non effimeri” e “la stima di crescita del 2017 dell’Ocse è migliore di qùella del governo: è 1,6%”, ha prosegùito il ministro sottolineando che “siccome l’Ocse sa far bene il sùo mestiere, mi fido delle stime che ci ha fornito oggi”.