B.P.Lazio: Lucidi, con quotazione via alla crescita (Rep)

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“Siamo una piccola banca ma strutturata come una grande”. Con queste parole l’amministratore delegato della Banca Popolare del Lazio, Massimo Lucidi, festeggia l’esordio – avvenuto a fine gennaio – del suo istituto al segmento Hi-Mtf della Borsa che “è l’equivalente di quello che una volta si chiamava Mercato ristretto: offre garanzie

di trasparenza, liquidità ed efficienza assolutamente comparabili a quelle del mercato maggiore”.

In un’intervista ad Affari & Finanza di Repubblica, Lucidi non si sbilancia sull’accesso alla Borsa “senior”: “Per ora siamo soddisfatti di questo primo step. Nel frattempo stiamo completando l’ampio processo di ristrutturazione interna cominciato nella primavera scorsa e che andrà definitivamente a regime entro la fine di quest’anno”. E’ un processo forse poco visibile dall’esterno ma che secondo Lucidi porterà nei prossimi mesi la Popolare del Lazio “a un salto qualitativo nell’offerta alla clientela”. Il progetto si articola su più livelli. Intanto si sta sviluppando la sezione “consulenze e servizi” della banca, in linea con quanto avviene a livello nazionale nel settore.

“L’obiettivo – puntualizza Lucidi è arrivare ad un equilibrio quasi perfetto, il 50% dei ricavi proveniente appunto da consulenze e servizi alla clientela (oggi siamo sul 30%), e il rimanente dall’intermediazione creditizia tradizionale, i cui margini com’è noto sono oggi assai

ridotti”. La contribuzione al margine operativo del segmento servizi è già in aumento, ed è cresciuta negli ultimi tre anni di oltre il 30%. “Vogliamo mantenere e migliorare questo trend positivo – spiega Lucidi – perchè per un istituto delle nostre dimensioni, incluso da Bce e Bankitalia nel segmento Lsi (less significant institution), è fondamentale saper gestire le leve dei ricavi con attenzione”.

La PopLazio, con base a Velletri, non rientra fra le popolari obbligate a trasformarsi in Spa ai sensi della riforma di due anni fa: l’obbligo era per quelle di 8 o più miliardi di attivo di bilancio, e la PopLazio ne ha circa la metà. “Questo non significa affatto rompere il vincolo all’efficienza, come prova la quotazione appena conseguita”, insiste Lucidi, una lunga storia da dirigente alle spalle, in Comit fino al 1988, poi in Carisparmio Modena quindi in Popolare Adriatico e Popolare Brescia, fino all’arrivo alla PopLazio nel 2011 e alla nomina a ceo nel 2017. “Cerchiamo di valorizzare il nostro asset principale, il profondo radicamento sul territorio e il rapporto di fiducia personale con i clienti che seguiamo in tutta la loro crescita industriale. Una

crescita, dai coltivatori di kiwi dell’area pontina a quelli di nocciole del viterbese, fino alla moltitudine di piccole e medie imprese manifatturiere di tutta la regione, che in questi ultimi anni è stata rapida e sorprendente anche come mentalità. È una strategia di crescita per acquisizioni che intendiamo riprendere e accentuare nei prossimi anni”, conclude.

pev

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