Banche: Baretta, aumentare risorse fondo ristoro a truffati

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Partire dalle situazioni disagiate; dare priorità a chi non ha avuto altri ristori; affidare all’arbitro la definizione di danno ingiusto. Sono questi i punti centrali del decreto attuativo del fondo di ristoro per le vittime di reato bancario istituito nell’ultima legge di Bilancio. Se ne è parlato ieri pomeriggio in un incontro tra il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta e i rappresentanti delle associazioni dei consumatori e dei risparmiatori di Carife, organizzato dal sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani.

“Il fondo per i risparmiatori truffati – ha sottolineato il sottosegretario nel corso dell’incontro, che si è tenuto presso il municipio di Ferrara – rappresenta uno snodo fondamentale nel rapporto tra risparmiatori e Stato. Non solo perché vuole essere il veicolo per ricostruire un terreno di fiducia, minato dalla crisi delle banche, ma perché afferma che, di fronte a un danno ingiusto, non vi è distinzione tra azionisti, obbligazionisti e correntisti. Questo il punto da cui non si può tornare indietro. Ma siamo coscienti – ha proseguito Baretta, candidato al Senato nel collegio uninominale di Rovigo, Chioggia, Cavarzere, Cona, Riviera del Brenta e Miranese – che è necessario, da un lato, implementare le risorse economiche, dall’altro, rendere snelli i processi di liquidazione dei rimborsi. Per questo, dopo una prima stesura, abbiamo individuato in Anac il soggetto a cui sarà affidato il nodo del riconoscimento del danno ingiusto”.

L’emanazione del decreto attuativo, che avverrà entro il 31 marzo, sarà preceduta da un’ulteriore incontro tra il sottosegretario e le associazioni nazionali dei consumatori e dei risparmiatori. “Nella valutazione di quanto fatto – ha concluso – non bisogna dimenticare che l’aver spalmato i 100 milioni in 4 anni, al di là dei motivi di natura economica, rende tale strumento strutturale. Non solo. I fondi per il ristoro dei risparmiatori ammontano in totale a 350 milioni: oltre a quelli messi a disposizione dallo Stato, ci sono i 100 milioni di Banca Intesa per i risparmiatori delle banche venete e i 150 milioni del fondo interbancario. È su questa base che dobbiamo tenere vivo il nostro confronto”.

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