Banche: in fila per Gacs, si valuta proroga (Sole)

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Dopo un avvio a rilento, per le Gacs sembra essere

arrivato il momento del risveglio. Perché, annuncio dopo annuncio, sono

diventati quasi 50 i miliardi di Npl su cui gli istituti hanno intenzione

di richiedere la garanzia pubblica che facilita la cartolarizzazione delle

sofferenze. E tale è l’interesse nel settore, scrive Il Sole 24 ore, che

tra i tecnici del Tesoro si sta già guardando al futuro. Ovvero al rinnovo

della misura, che scadrà il 16 settembre. E forse, anche se il tema è

ancora in elaborazione, a un ampliamento alle inadempienze probabili,

segmento che sta entrando sempre più nel mirino delle banche e della

Vigilanza.

Complice il pressing regolatorio della Bce e il prossimo arrivo

dell’addendum, sono molte le operazioni non ancora annunciate ma in rampa

di lancio, tra cui Intesa Sanpaolo, Bnl e Crevai e diverse altre. Se però

è vero che nei prossimi mesi diverse banche potrebbero muoversi, è anche

vero che non è detto che tutte le richieste vadano in porto: in alcuni

casi i processi di tranching degli Npl sono ancora in corso mentre le

società di rating devono ancora chiudere i loro processi. Da qua, di

fronte all’interesse ritrovato degli operatori per la garanzia pubblica –

ma col rischio che le maglie delle scadenze non siano sufficientemente

larghe – al Mef si sta valutando l’ipotesi di prolungare la durata della

misura per un altro anno almeno.

Il tema, precisa il giornale, non è stato ancora formalmente discusso

con Bruxelles. Anche perché il dossier sarà di piena competenza del

Governo che uscirà domenica dalle urne. Ma ai vertici del Tesoro oggi c’è

fiducia sul fatto che il provvedimento possa essere rinnovato senza

particolari intoppi. A partire dal tema del costo, che è calcolato sulla

base di un paniere di Cds. Del resto, la Gacs è considerata non solo a

basso costo per lo Stato, ma fmo ad oggi addirittura si è rivelata un

guadagno per le casse pubbliche, viste le commissioni previste. Ecco

perché da più parti si respira fiducia sul fatto che la Dg Comp, da sempre

attenta al rispetto della normativa sugli aiuti di Stato, dia il disco

verde.

Il dialogo tra Roma e Bruxelles, prosegue il quotidiano, potrebbe

arricchirsi di un ulteriore capitolo. Ovvero quello dell’estensione della

garanzia alle inadempienze probabili cartolarizzate. I ragionamenti in

questo caso sono ancora allo stato embrionale, e non è chiaro se e quali

possano essere gli esiti. Ciò che è evidente, però, è che l’obiettivo è di

replicare l’esperienza positiva, riconosciuta da tutto il comparto, della

Gacs sulle sofferenze che, garantendo la tranche senior dei crediti in

sofferenze, ha ridotto il gap tra domanda e offerte e ha agevolato la

dismissione di Npl. In teoria, la cessione tramite cartolarizzazione

favorirebbe la piena derecognition dei crediti Utp, alleggerendo così il

fardello per le banche. Qualcuno suggerisce come, al pari dei bad loans,

le banche possano poi trattenere le stesse tranche senior di Utp, a quel

punto garantite dallo Stato. Dall’altra parte, la Gacs permetterebbe di

allargare la base degli investitori, aprendo il focus anche sulle tranche

mezzanine e junior.

vs

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