Brexit: Corbyn chiede unione doganale con Ue

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La Gran Bretagna deve mantenere forti rapporti economici con la Ue dopo la Brexit: lo ha sostenuto il leader dei laburisti Jeremy Corbyn, facendo una mossa che mette in difficoltà la premier Theresa May nel convincere un Parlamento diviso della propria visione sulla Brexit.

Corbyn spera di ostacolare i progetti della May per la Brexit cercando il sostegno di un piccolo gruppo di parlamentari conservatori pro-Ue in modo da mettere in minoranza il Governo in Parlamento. Theresa May conta su una ristretta maggioranza parlamentare e potrebbe andare in minoranza quando a maggio si voterà sull’unione doganale, se i parlamentari pro-Ue del suo partito dovessero votare in modo contrario.

Corbyn, che per diversi mesi non è entrato nel dibattito sulla Brexit, oggi ha svelato diversi dettagli del suo piano, spiegando di sostenere un’unione doganale con la Ue, in modo da avere tariffe comuni sull’importazione di merci all’interno dell’area. Theresa May ha invece detto che la Gran Bretagna lascerà l’unione doganale, in modo da avere la flessibilità necessaria per negoziare accordi di libero scambio con le economie emergenti fuori dall’Europa. Corbyn ha sottolineato che sosterrà l’appartenenza all’unione doganale solo se la Gran Bretagna potrà influenzare le politiche commerciali europei: questo escluderebbe un accordo simile a quello che la Ue ha con la Turchia, secondo cui quest’ultima deve rispettare gli accordi che la Ue stringe con altri Paesi senza avere voce in capitolo. “Un accordo sull’unione doganale dipenderà dal fatto che la Gran Bretagna possa negoziare accordi commerciali nel nostro interesse nazionale”, ha detto Corbyn, sottolineando che il partito laburista “non appoggerà un accordo che vera la Gran Bretagna un esecutore passivo di regole decise da altri”.

Il discorso di Corbyn mette sotto pressione Theresa May, che venerdì dovrà fornire ulteriori dettagli sulla sua politica per la Brexit. La premier sta cercando di bilanciare le richieste dei parlamentari pro-Ue all’interno del suo partito con quelle di una potente fazione di parlamentari euroscettici. Secondo Corbyn indebolire i rapporti commerciali con l’Europa danneggerebbe le imprese britanniche, dal momento che il 44% delle esportazioni è diretto in Europa e il 50% delle importazioni viene dalla Ue. “Non ha senso che la Gran Bretagna abbandoni le agenzie e le regole sul commercio senza dazi che finora hanno funzionato bene, sostenendo la nostra industria, proteggendo i lavoratori, i consumatori e l’ambiente”, ha detto Corbyn.

Allineare le politiche commerciali con la Ue, ha sottolineato Corbyn, aiuterebbe inoltre a evitare la creazione di un confine forte tra l’Irlanda e l’Irlanda del Nord. La questione del confine irlandese è stata una delle più complesse nel corso dei negoziati. Il leader laburista ha poi affermato che la Gran Bretagna dovrebbe mantenere le normative europee e restare all’interno delle agenzie di regolazione come l’Euratom e di programmi come l’Erasmus.

Non è chiaro come il programma di Corbyn possa essere accettato dai leader europei, che hanno più volte ribadito che la Gran Bretagna non può scegliere solo i vantaggi della membership europea senza sottostare alle regole con cui non è d’accordo. La Commissione europea non ha commentato le proposte di Corbyn.

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