Credit Agricole I.: ecco la roadmap per l’integrazione delle casse

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Ampliare la gamma di prodotti di Cr. Rimini, Cr. Cesena e Cr. San Miniato e rendere il servizio multicanale; creare le condizioni affinché le strutture abbiano adeguati livelli di produttività e redditività; realizzare sinergie di costo e ricavo; rafforzare il presidio del rischio e semplificare i processi decisionali.

In una lettera di sei pagine scritta da Credit Agricole Italia – che MF-Dowjones è in grado di consultare – emergono le motivazioni del salvataggio e i primi passi per il rilancio delle tre realtà bancarie del Centro Italia messe in sicurezza dal colosso francese che verranno ribattezzate Banche Fellini.

“La situazione economica e organizzativa delle Banche Fellini necessita di ulteriori e immediati interventi organizzativi, commerciali e societari volti alla piena integrazione nel gruppo Credit Agricole e al ripristino di una condizione di redditività sostenibile nel tempo e produttività adeguata agli standard di mercato”, si legge nella missiva inviata alle segreterie di coordinamento dei sindacati e all’Abi alla vigilia dell’avvio della procedura di integrazione e riorganizzazione in base agli articoli 17, 20 e 21 del Contratto nazionale del Lavoro. “In questa prospettiva è stato deliberato un piano di integrazione che prevede sia l’estensione del modello commerciale del Gruppo Credit Agricole alle Banche Fellini sia la progressiva integrazione societaria e informatica delle medesime aziende in Credit Agricole Cariparma”.

Come accennato l’obiettivo è rendere omogenea la struttura della rete commerciale, il modello di servizio, i prodotti offerti alla clientela e la metodologia commerciale delle tre casse a quella del gruppo Credit Agricole. In particolare il modello distributivo del gruppo bancario guidato in Italia dall’a.d. Giampiero Maioli si articola su quattro canali: Retail, Banca d’impresa, Private e Consulenti finanziari. Elemento distintivo del modello di servizio è la portafogliazione della clientela sulla base di precisi parametri economici che consentono una gestione proattiva del singolo cliente. Tale soluzione organizzativa comporta l’identificazione – nell’ambito di ciascun canale – di ruoli cui viene assegnato uno specifico portafoglio di clientela (gestore affari, premium, famiglie, gestore Pmi e Mid, gestore private e consulente finanziario).

A partire dal 2 maggio quindi nella Cassa di Risparmio di Cesena e di Rimini saranno introdotti i sistemi di segmentazione e portafogliazione impiegati dal gruppo francese nei canali Retail, Banca d’Impresa e Private. Per quanto riguarda quella di San Miniato – dove è già in essere una segmentazione della clientela – saranno realizzate attività di “fine tuning”, cioè affinamento, dei portafogli esistenti per un allineamento operativo.

Va ricordato che nell’ambito del progetto di integrazione è stato altresì deliberato un primo intervento di razionalizzazione della presenza delle filiali volto all’eliminazione delle sovrapposizioni. “Le risorse” attive “in tali filiali saranno prevalentemente ricollocate nell’ambito di analoghe strutture della rete commerciale; mentre ulteriori interventi di razionalizzazione della rete saranno affrontati nel corso delle ulteriori procedure di confronto che saranno avviate a tal fine”, si legge sempre nel documento.

Parallelamente procede il processo di migrazione informatica delle banche. La migrazione dei sistemi informativi del gruppo Credit Agricole alle Banche Fellini avviene con l’obiettivo di disporre di un unico sistema informativo utile sia per le attività della rete commerciale che per quelle della direzione generale; di ottenere delle sinergie di costo derivanti dall’eliminazione dei cloni; e la riduzione dei rischi operativi conseguenti alla gestione di diversi sistemi informativi.

La fusione per incorporazione in Credit Agricole Cariparma di San Miniato, Cesena e Rimini “è già stata deliberata dagli organismi societari e permetterà di migliorare il livello di servizio offerto, di aumentare i livelli di efficienza operativa e organizzativa e di ottenere significative sinergie”.

A livello organizzativo queste fusioni comporteranno – oltre ad alcune ricadute sulla rete commerciale – il venir meno delle strutture di Direzione Centrale delle Banche Fellini le cui attività saranno, a partire dalla data di incorporazione, svolte dalle omologhe strutture di Ca-Cariparma.

Complessivamente i dipendenti delle tre casse al 31 gennaio erano 1.931 (534 quelli di San Miniato, 797 quelli di Cesena e 600 quelli di Rimini). Credit Agricole specifica nella lettera che il rapporto di lavoro del personale delle tre Banche Fellini proseguirà senza soluzione di continuità presso C.A. Cariparma. “Al fine di attenuare l’impatto delle ricadute che il processo di integrazione determina” il gruppo intende “affrontare il tema del riequilibrio territoriale degli organici anche definendo soluzioni di carattere transitorio; accedendo a forme di flessibilità utili a preservare l’occupazione, dell’adibizione a nuovi e differenti ruoli e degli interventi di formazione volti alla riqualificazione e riconversione del personale”. Domani a Parma, secondo quanto riferito da fonti, i sindacati incontreranno l’azienda per discutere di questa rilevante procedura.

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claudia.cervini@mfdowjones.it

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