Creval: domani avvio procedura su uscite, sindacato chiede volontarietà

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Prenderà ufficialmente avvio domani la procedura (ex

articolo 20 e 21 del c.c.n.l.) necessaria alla gestione dei 400 eccedenze

di personale previste dal business plan del Creval.

Domani, in provincia di Sondrio, si terrà il primo incontro tra l’azienda e i sindacati (Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Ugl Credito, Uilca

e Unisin) per aprire ufficialmente i giochi della trattativa.

L’istituto di credito ha previsto un’ampia riorganizzazione della rete

commerciale e interventi di razionalizzazione delle strutture e dei

processi. Nello specifico la fusione per incorporazione del Credito

Siciliano nel Credito Valtellinese, la chiusura di alcune filiali e il

riassetto della rete, l’ottimizzazione delle strutture del corporate

center, il progressivo sviluppo dei servizi di banca digitale e

l’ottimizzazione dei processi di front e back office comporterà l’esigenza di gestire un numero di eccedenze pari a 400 risorse.

Le iniziative strategiche sono volte ad adeguare l’attuale struttura

operativa del gruppo al cambiamento in atto nel settore. Gli interventi

“tengono in debito conto il conseguimento dei risultati dell’Action plan

2017/2018 inferiori rispetto a quelli attesi”, si legge nella lettera inviata dalla banca ai sindacati. “Conseguentemente gli interventi si rivelano necessari al fine di perseguire, con le tempistiche di realizzazione previste dallo stesso piano, gli obiettivi economici e finanziari finalizzati al rafforzamento patrimoniale di gruppo”.

“Vigileremo a salvaguardia dell’occupazione e affermiamo con forza che l’accesso al fondo esuberi dovrà essere volontario”, ha commentato a MF-Dowjones Patrizio Ferrari, segretario nazionale che segue il gruppo Creval per la Uilca.

Nella missiva inviata nei giorni scorsi dall’azienda alle sigle si precisa che sarà realizzata nell’ambito del gruppo la razionalizzazione di 61 filiali tradizionali e 23 filiali del format “bancaperta”. In arco piano la banca punta ad avere una rete di 350 filiali (attualmente il gruppo conta 412 filiali e oltre 3.800 collaboratori). Tale razionalizzazione della rete comporterá 275 esuberi.

L’incorporazione del Credito Siciliano – che dovrebbe essere completata

nel primo semestre 2018 – interesserà 784 risorse, ma non dovrebbe

comportare particolari tensioni occupazionali visto che il personale

ceduto sarà inquadrato nella stessa categoria e nel medesimo livello

retributivo acquisiti alla data dell’operazione. Le eccedenze di personale in quest’operazione – conseguenti alla concentrazione delle funzioni di direzione generale – saranno 25; si determineranno quindi aspetti di mobilità territoriale e professionale.

Il gruppo per minimizzare gli impatti sul personale farà ricorso

prioritariamente alle prestazioni straordinarie del Fondo di Solidarietà

per circa 170 risorse, oltre alla ricollocazione nella rete di altre 55

risorse per aumentare le performance commerciali. A queste misure si

aggiungeranno azioni di “cost saving” sul personale. Tra queste Creval

manifesta disponibilità a valutare mobilità territoriale,

riqualificazione e riconversione delle risorse. “Saranno inoltre individuati gli interventi più idonei di revisione e razionalizzazione delle normative di secondo livello”, scrive il Creval nella lettera.

red/cce

claudia.cervini@mfdowjones.it

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