Gavio: Rubegni, consolideremo Ecorodovias prima del previsto (Mi.Fi.)

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Per Ecorodovias “stiamo studiando molte ipotesi, quello che è certo è che non arriveremo all’opa”.

Lo ha affermato in una intervista a Milano Finanza Alberto Rubegni, alla guida del gruppo Gavio, aggiungendo che “nell’operazione Ecorodovias la famiglia Gavio è stata coraggiosa, ma abbiamo anche avuto fortuna. Gli Almeida hanno pagato il 19% di Ecorodovias per 1,1 miliardi, poi però è arrivata la crisi brasiliana che ha portato alle stelle gli interessi sul loro debito e sono stati costretti a vendere. Il risultato è stato che noi abbiamo pagato 530 milioni per oltre il 46% di Ecorodovias”.

Il Brasile rappresenta ” un mercato importantissimo, che sta mettendo in gara infrastrutture per 50 miliardi. Per carità, è un Paese sudamericano quindi con un business ciclico, ma nella sola area di San Paolo, quella dove operiamo noi, ci sono 25 milioni di abitanti. C’è un potenziale enorme. I risultati 2017 saranno positivi, con un traffico che sfiora il 4% di crescita”.

Per quanto riguarda l’Italia “volevamo rimanere con una forte presenza, ma era altrettanto chiaro che il Paese offriva potenzialità di crescita limitate. L’obiettivo era portare in cinque anni il fatturato del gruppo a essere formato al 50% da ricavi provenienti dall’estero. Oggi possiamo proporci come soggetto che promuove, finanzia, realizza e gestisce un’infrastruttura. Crediamo che fare questo avendo competenze in house possa fare la differenza. In più abbiamo centralizzato le attività (e i costi) del business non-core. Siamo stati assistiti da McKinsey, che è stata di grande aiuto ed è ancora presente in azienda. Abbiamo però avviato anche un processo di valutazione e valorizzazione sul personale, insieme a Willis Tower Watson”. Con la riorganizzazione “sono migliorati i processi e si sono generate efficienze annue per circa 20 milioni”.

Sul fronte estero ci sono “sicuramente gli Stati Uniti, dove abbiamo rilevato Halmar International. Gli Usa investiranno molto in infrastrutture, ma il futuro è rappresentato dalla ristrutturazione e dalla manutenzione delle opere esistenti in presenza di traffico, materia nella quale noi siamo molto esperti. Ci muoviamo preferibilmente dove possiamo contrarre debito in valuta locale. Ad esempio in Argentina riteniamo non ci siano banche pronte a sostenere la crescita, come invece è avvenuto in Brasile, dove peraltro nel 2021 ci sarà quella che chiamo la gara della vita. Quella per la Rodovia Presidente Dutra, l’autostrada che collega Rio de Janeiro a San Paolo, che genera più di 1 miliardo di reais di ricavi all’anno”.

red/lab

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