Lavoro: l’Ape sociale allarga i confini (Italia Oggi)

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Da quest’anno l’accesso all’Ape sociale sarà consentito

anche ai lavoratori il cui stato di disoccupazione derivi dalla scadenza

naturale di un contratto a tempo determinato. Mentre le madri di famiglia

avranno uno sconto fino a 2 anni sui requisiti contributivi richiesti.

Sono queste le principali novità, introdotte dalla Legge di Bilancio 2018

(n. 205/2017), sullo strumento che consente di anticipare il pensionamento

ad alcune categorie in condizioni disagiate.

Novità, scrive Italia Oggi, puntualmente ribadite dalla circolare Inps

n. 33/2018, nella quale l’ente di previdenza fornisce alcune importanti

precisazioni che aiutano ad individuare gli aventi diritto.

L’ Ape sociale offre la possibilità del pensionamento anticipato a chi

ha raggiunto almeno i 63 anni di età e si trova in situazione di disagio

economico, cui viene erogato un sussidio mensile con un limite di 1.500

euro lordi (a carico dello stato) sino al compimento dell’ età di

vecchiaia. Due le condizioni richieste: far valere un minimo di 30 anni di

contributi (36 anni per chi svolge attività difficoltose) e maturare un

trattamento almeno pari a 1,4 volte la pensione minima (710 euro circa).

Queste le categorie interessate: 1) disoccupati involontari (licenziati)

che hanno esaurito integralmente la prestazione per disoccupazione o

mobilità da almeno 3 mesi, compresi, a partire dal 2018, i lavoratori la

cui disoccupazione deriva dalla scadenza naturale di un contratto a tempo

determinato, a condizione che abbiano avuto, nei 36 mesi precedenti la

cessazione del rapporto, periodi di lavoro dipendente per almeno 18 mesi;

2) soggetti che assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi,

il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in

situazione di gravità (legge n. 104/1992). Dal 2018 sono stati aggiunti

coloro che hanno una parentela di secondo grado (convivente), qualora i

genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità

abbiano compiuto i 70 anni di età oppure siano anch’ essi affetti da

patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti;

3) invalidi civili che presentino una riduzione della capacità lavorativa,

accertata dalle competenti commissioni sanitarie, almeno pari al 74%; 4)

lavoratori dipendenti che svolgono da almeno 7 anni negli ultimi 10,

ovvero almeno 6 anni negli ultimi sette, attività lavorative per le quali

è richiesto un impegno tale da rendere particolarmente difficoltoso e

rischioso il loro svolgimento, e siano in possesso di un’ anzianità

contributiva di almeno 36 anni. L’Inps ha precisano che il requisito di

almeno 7 anni negli ultimi 10 di attività lavorativa, ovvero di almeno la

metà della vita lavorativa complessiva possono essere valutati in via

prospettica. Questi requisiti, in sostanza, non devono essere

necessariamente posseduti al momento in cui si presenta l’istanza di

verifica, ma possono essere perfezionati entro la fine del 2018.

Le attività professionali di riferimento sono indicate nell’ elenco

seguente: 1) operai dell’ industria estrattiva, dell’ edilizia e della

manutenzione degli edifici; 2) conduttori di gru, di macchinari mobili per

la perforazione nelle costruzioni; 3) conciatori di pelli e di pellicce;

4) conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante; 5) conduttori

di mezzi pesanti e camion; 6) professioni sanitarie infermieristiche e

ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni; 7) addetti

all’assistenza di persone in condizioni di non autosufficienza; 8)

professori di scuola pre primaria; 9) facchini, addetti allo spostamento

merci e assimilati; 10) personale non qualificato addetto ai servizi di

pulizia; 11) operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di

rifiuti. Dal 2018 sono stati aggiunti altri 4 profili professionali (si

passa quindi da 11 a 15 professioni): 12) operai siderurgici di prima e

seconda fusione; 13) braccianti agricoli 14) lavoratori marittimi

imbarcati; e 15) pescatori. Il restyling dell’ Ape sociale prevede inoltre

che per le 15 categorie interessate non trova applicazione l’ adeguamento

demografico che scatterà nel 2019.

Sconto alle donne. Dal 1* gennaio 2018 le madri guadagnano lo sconto di

un anno requisiti contributivi per ogni figlio entro un limite di 2 anni.

Pertanto, a seconda del profilo di tutela, le madri con due figli possono

accedere all’Ape sociale con 28 anni di contributi (34 anni se risultano

addette a lavori gravosi, mentre per quelle con un figlio i requisiti sono

ridotti a 29 anni (35 anni per i lavori gravosi). Tempi stretti per le

istanze. In seguito all’ultima Legge di Bilancio, per ottenere i benefici

dell’Ape sociale, dice l’Inps, gli interessati dovranno produrre istanza

per il loro riconoscimento entro il 31 marzo del 2018 ovvero, entro il 15

luglio 2018. Ed avverte che le domande presentate oltre il 31 marzo oppure

oltre il 15 luglio 2018 e, comunque, non oltre il 30 novembre 2018, sono

prese in considerazione esclusivamente se all’esito del monitoraggio dello

“scaglione” precedente residuano le necessarie risorse finanziarie. Solo

dunque nel caso avanzino dei quattrini.

red/lab

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