Mediaset: domani in aula contro Vivendi per Premium

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Fallito ogni tentativo di ricomporre per via stragiudiziale lo strappo legato al mancato rispetto del contratto per l’acquisto della pay tv Premium da parte di Vivendi, la media company francese e Mediaset/Fininvest si incontreranno domani mattina al Palazzo di Giustizia di Milano per la prima udienza della causa civile intentata dal Biscione e dalla sua capogruppo.

In gioco ci sono richieste di risarcimento superiori a tre miliardi di euro, cifra che è stata ulteriormente ritoccata al rialzo la scorsa settimana con un ulteriore petitum da 350 milioni di euro che il gruppo di Piersilvio Berlusconi ha chiesto come risarcimento per la trasmissione via streaming di alcuni contenuti de ‘L’Isola dei Famosi’ da parte di Dailymotion, portale che fa capo al gruppo parigino guidato da Arnaud de Puyfontaine.

Le frizioni tra le due aziende ha avuto inizio nel luglio del 2016, quando Vivendi si rifiutò di dare seguito all’accordo vincolante firmato tre mesi prima con Mediaset per rilevare da quest’ultima la pay tv Premium, da sempre alle prese con un conto economico traballante. Una due diligence condotta a valle della firma del contratto, sostengono i francesi, avrebbe fatto emergere un quadro profondamente differente rispetto a quello che l’azienda italiana aveva prospettato. “Ci hanno invitato in un ristorante a tre stelle, ci siamo ritrovati in un Mcdonald’s”, aveva dichiarato de Puyfontaine in un’intervista, chiarendo il punto di vista della società transalpina.

La situazione si è ulteriormente complicata quando mentre a Piazza Affari il titolo del Biscione pagava a caro prezzo il voltafaccia inatteso del gruppo di Vincent Bolloré, Vivendi ha iniziato a comprare a mani bassi azioni del gruppo di Cologno Monzese fino a salire al 28,8% delle quote e al 29,94% dei diritti di voto, portandosi quindi a ridosso della soglia d’Opa. Immediatamente denunciata dai vertici di Mediaset e della sua holding come un tentativo di scalata ostile, la manovra ha attirato l’attenzione di Agcom e Consob prima e della Magistratura poi, culminando con una chiamata di Vivendi a giudizio con le ipotesi di aggiotaggio e manipolazione del mercato.

Naufragato per vizi di forma anche il tentativo di ricomporre la frattura ricompensando Mediaset con l’acquisto da parte di Telecom I.(Vivendi ne è primo socio con una quota del 23,94%) di contenuti del Biscione da trasmettere ai clienti premium dell’ex incumbent delle tlc, la vicenda si è trascinata fino a ridosso delle elezioni senza più trovare il modo di districare la matassa, nel frattempo sempre più ingarbugliata.

Tornando alla vicenda giudiziaria che partirà ufficialmente domani, i giudici – con molta probabilità – si limiteranno a prendere atto della mancanza di un accordo tra le parti e provvederanno a stilare una calendarizzazione delle prossime udienze civili. La partita si preannuncia lunga e complessa ed eventuali colpi di scena non sono esclusi.

ofb/lab

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