Openjobmetis: Rasizza, quotazione deve essere obiettivo di tutte le aziende

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“In base alla mia esperienza, posso dire che per noi, oggi, essere trasparenti, lavorare per obiettivi seguendo un piano industriale e condividere collegialmente le decisioni sono parte del normale modo di operare e che rientrano nella nostra quotidianità, aiutandoci nel successo commerciale. È stato un percorso lungo e a volte tortuoso ma a posteriori possiamo dire che ne sia valsa la pena”.

E’ quanto ha dichiarato Rosario Rasizza, a.d. di Openjobmetis intervenendo ieri all’evento “Conversazioni sulla quotazione in borsa” organizzato da Banca Akros presso Borsa Italiana e rivolto esclusivamente alle società che partecipano alla Elite Lounge Akros Banco Bpm.

“Le numerose quotazioni di questo ultimo periodo, soprattutto al mercato Aim, che si aggiungono alla sempre più cospicua partecipazione di società al progetto Elite di Borsa Italiana, per prepararsi ad un possibile debutto sui mercati finanziari, testimoniano che non siamo i soli a pensarla così”, ha aggiunto il numero uno di Openjobmetis, sottolineando che “la crisi economica e finanziaria degli ultimi dieci anni ha sicuramente accelerato questo processo, in particolare nel nostro Paese, caratterizzato da piccole e medie imprese familiari, tendenzialmente restie a innovare i propri paradigmi gestionali. La strada sembra oramai segnata perché appare chiaro che solo in questo modo si possano avere buone relazioni commerciali e credibilità nel lungo periodo verso clienti, fornitori e il sistema creditizio, ma anche nell’attirare i migliori talenti nei diversi settori di competenza”.

“Un altro fattore amplificato dalla crisi – ha proseguito il manager – è sicuramente l’esigenza di garantire alla società una dimensione adeguata per affrontare la concorrenza sui mercati, diventati oggi sempre più competitivi. Non si tratta solo di essere capaci di operare a livello globale, ma anche di competere con realtà internazionali che trovano in Italia interessanti opportunità commerciali. La risposta sta nel far crescere la dimensione delle nostre aziende. E anche in questo caso innovare nella governance, anche grazie a manager preparati, diventa fondamentale”.

“Se da un lato è indispensabile dotare l’azienda di una governance moderna e trasparente con figure altamente professionalizzate, altrettanto determinante è recuperare le risorse finanziarie necessarie. Diversamente da molti altri Paesi europei, in Italia le banche hanno costituito la colonna portante dei passivi degli stati patrimoniali delle imprese. Oggi, dopo la crisi economico-finanziaria che ha aumentato gli incagli da parte delle aziende e a seguito delle nuove regolamentazioni europee, le banche stanno ricoprendo sempre meno questo ruolo. Diventa per questo fondamentale ridurre la dipendenza dal credito bancario spostandosi verso forme concorrenziali”.

“In altri Paesi – ha concluso Rasizza – la finanza alternativa è molto più sviluppata, i fondi di Private Equity per esempio sono già una realtà consolidata e preziosa per la ristrutturazione e la crescita delle Pmi. Si tratta di un fenomeno che in Italia sta crescendo molto in questi ultimi anni, ma rimane ancora sottodimensionato. I Private Equity sono rilevanti ormai in tutti i Paesi e hanno acquisito una funzione industriale, perché oltre a dotare le aziende di risorse finanziarie danno un contributo importante a una gestione efficiente, portando la loro esperienza internazionale e la loro rete di relazioni”.

fus

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