Voto, la carica degli “altri”, tra manager, comunisti e anti-euro

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di Massimiliano Di Giorgio

Alle elezioni del 4 marzo gli elettori non troveranno sulle schede soltanto centrosinistra, centrodestra e M5s, ma anche una decina di liste autonome. E per alcune, dai repubblicani ai monarchici al partito comunista, si tratta quasi di un “ritorno al futuro”.

Sono i gruppi politici che nei sondaggi vengono genericamente indicati sotto la voce “altri”. Difficilmente riusciranno a eleggere parlamentari, vista la soglia di sbarramento del 3%, ma i loro voti nei collegi uninominali – 231 alla Camera, 115 al Senato – dove basta un voto in più per vincere, potrebbero danneggiare o avvantaggiare i partiti maggiori.

Potere al popolo (Pap) è una matrioska di tre partiti – Rifondazione comunista (Prc), Partito comunista italiano e Sinistra anticapitalista – più una serie di gruppi di base e centri sociali. A sinistra di Liberi e Uguali (Leu)è quella che, stando ai…


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