Wall Street: in rialzo con calma su bond, domani prima audizione Powell

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Wall Street continua a trattare in rialzo, grazie anche alle minori tensioni sull’obbligazionario con i rendimenti in rallentamento, in attesa dell’audizione al Congresso Usa di domani del neo presidente della Federal Reserve, Jerome Powell.

Il Dow Jones sale dello 0,76%, l’S&P 500 dello 0,44% e il Nasdaq Composite dello 0,48%. Intorno alla parità invece i prezzi del petrolio, senza una direzione precisa.

Il numero uno della Banca centrale dovrebbe mostrarsi “ottimista pur senza dare indicazioni di una modifica materiale nel ritmo dei rialzi dei tassi d’interesse”, affermano gli analisti di Rbc, secondo i quali “proverá a enfatizzare il previsto gradualismo nel percorso della Fed” nell’aumento del costo del denaro, ma che sará tuttavia “difficile per lui non mandare segnali da falco”.

Nel frattempo a rasserenare gli animi c’ha pensato il rapporto semestrale della Fed diffuso venerdì da cui è emerso che la recente volatilitá dei mercati finanziari non desta preoccupazione, motivo per cui l’Istituto rimane orientato verso un graduale rialzo dei tassi d’interesse nel 2018. Nonostante i sell-off di inizio febbraio, si legge nel documento, i prezzi delle azioni rimangono elevati e “le vulnerabilitá nel sistema finanziario statunitense restano moderate e bilanciate”.

Inoltre il presidente della Fed di St. Louis, James Bullard, ha puntualizzato che la Federal Reserve non ha alcun bisogno di alzare notevolmente i tassi d’interesse nei prossimi due anni, dal momento che è improbabile che i fattori che stanno limitando la crescita economica cambino.

La situazione si è calmata rispetto a inizio mese, conferma Craig Erlam, analista senior di Oanda. L’esperto però fa notare che la volatilitá è tornata a livelli normali, che l’azionario Usa è ancora del 5% inferiore rispetto ai massimi e che i tassi non sono lontani dai recenti picchi.

Infine sul fronte macroeconomico l’indice Cfnai, che misura l’andamento dell’attivitá economica nel distretto della Fed di Chicago, si è attestato a +0,12 punti nel mese di gennaio da quota +0,14 di dicembre. La media mobile a 3 mesi è a +0,17 punti rispetto ai +0,43 del mese precedente.

Male poi le vendite di nuove unitá abitative che sono calate a gennaio del 7,8% a livello mensile a 593.000 unitá, deludendo il consenso degli economisti fissato a 642.000. Il dato di dicembre è stato però rivisto al rialzo da 625.000 a 643.000 unitá.

Sul valutario il cambio euro/usd tratta a 1,2294 con minimo a 1,2280 e massimo a 1,2354, mentre sull’obbligazionario il rendimento del Treasury biennale è al 2,214% e quello del decennale al 2,838%.

alb/fpc

alberto.chimenti@mfdowjones.it

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