WALL STREET: listini rimbalzano dopo cali su minute Fomc

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A Wall Street, i principali listini statunitensi rimbalzano dopo la chiusura negativa di ieri, avvenuta in scia alla pubblicazione delle minute dell’ultima riunione del Fomc.

Nel dettaglio degli indici, il Dow Jones sale dello 0,82%, l’S&P 500 dello 0,64% e il Nasdaq Composite dello 0,61%. Deboli invece i prezzi del petrolio, che arretrano dello 0,1% circa.

I verbali del meeting di gennaio, il primo dopo il varo della riforma fiscale e prima dell’approvazione della legge di spesa, “hanno evidenziato toni piú ottimisti sulle prospettive di crescita, oltre ad una maggiore fiducia sulla possibilitá che l’inflazione ritorni stabilmente all’obiettivo del 2%. Gli operatori hanno recepito le minute come possibile indizio di un’accelerazione sul sentiero di rialzo tassi”, affermano gli strategist di Mps Capital Services.

In base ai future sui Fed Fund, la probabilitá che la Banca centrale statunitense alzi i tassi d’interesse quattro volte quest’anno è salita al 29% dal 25% di ieri.

Gli investitori ora focalizzeranno quindi la loro attenzione sui prossimi discorsi dei banchieri centrali della Fed, in cerca di conferme.

Per il vicepresidente della Federal Reserve, Randal Quarles, la Banca centrale statunitense dovrebbe continuare ad alzare i tassi di interesse.

Il banchiere non ha però specificato quante volte il Fomc dovrebbe aumentare il costo del denaro nel 2018, puntualizzando comunque che la politica monetaria “resta accomodante”.

Sul fronte macroeconomico, le richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono scese ai minimi da 5 settimane, risultando pari a quota 222.000 nella settimana al 17 febbraio, in calo di 7.000 unitá rispetto a 7 giorni fa. Queste cifre, unite al fatto che il tasso di disoccupazione statunitense rimane ai minimi da 17 anni al 4,1%, dimostra la soliditá del mercato del lavoro Usa.

Bene il superindice elaborato dal Conference Board, che è aumentato dell’1,0% a livello mensile a gennaio, al di sopra del consenso degli economisti (+0,5% m/m), mentre sia la componente coincident che quella lagging sono cresciute dello 0,1%.

Sul valutario il cambio euro/usd tratta in rialzo, con la moneta unica che ha accelerato dopo che dalle minute della Bce è emerso che cambiare il mix di politica monetaria nella riunione di gennaio sarebbe stato prematuro, ma la Banca centrale europea potrebbe segnalare nella prima parte dell’anno che il programma di acquisti di asset è destinato a finire vista la solida ripresa dell’Eurozona. Il cross è ora a 1,2337 con massimo intraday a 1,2352.

Infine sull’obbligazionario il rendimento del Treasury biennale, piú sensibile alle mosse della Federal Reserve, viaggia al 2,258% e quello del decennale al 2,908%.

fpc/alb

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