Editoria: in Spagna asse anti Netflix tra tv (MF)

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In Spagna il nemico, soprattutto se proveniente da Oltreoceano, non deve passare. Così, se nel business delle tlc il colosso Telefonica domina la scena, nel settore televisivo si cerca l’arrocco per evitare l’ingresso di nuovi player internazionale. Se lo stesso gruppo telefonico anni fa si è assicurato il controllo della pay tv Digital+ (un tempo partecipata anche da Mediaset Espana) per blindare anche questo mercato, adesso sono i tre big del piccolo schermo a far fronte comune contro lo spauracchio Netflix .

Perché, scrive MF, come sta emergendo in questi giorni sul mercato iberico, lo stesso network che fa riferimento alla tv dei Berlusconi sta definendo insieme ai competitor Atresmedia (partecipata dall’italiana De Agostini al 20,8%) e soprattutto alla tv di stato, Tve, il progetto di creazione di una piattaforma comune per la creazione, lo sviluppo e la distribuzione di contenuti digitali. Un pacchettyo che possa quindi rappresentare un’offerta sufficiente per soddisfare le esigenze del pubblico locale ed evitare che i grandi over-the-top americani, da Netflix a Hbo, da Amazon a Hulu, provino a sfondare in un mercato che lo scorso anno ha registrato un giro d’affari complessivo di 2,14 miliardi ed è controllato di fatto solo dagli operatori privati come Mediaset (ha il 43,3% di quota di mercato in termini di raccolta pubblicitaria) e Atresmedia (quota di mercato del 41,4%), visto che dal 2010 l’allora governo Zapatero ha tolto per legge la pubblicità dei canali di Stato.

red/lab

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