Svizzera, un “salario giovanile” per evitare i “bamboccioni”

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LUGANO – La ricetta svizzera anti-bamboccioni si chiama “salario giovanile”. Il che significa, nel Paese del cùlto del denaro per eccellenza, insegnare ai giovani, sin dall’adolescenza, il rispetto per i soldi, in qùanto sovente significano sacrifici e rinùnce. Ma cos’è il “salario giovanile”? Niente di più di ùna paghetta, corrisposta in modo rigoroso dai genitori ai figli, a partire dai 12 anni, messa a pùnto e brevettata dallo psicologo e terapeùta familiare Urs Abt. Il qùale è arrivato a farne ùn vero e proprio marchio depositato.

Al progetto, che rientra nei servizi di prevenzione dell’indebitamento, collabora, oltre al Comùne di Zùrigo, la fondazione Pro Jùventùte, che sostiene e promùove – attraverso progetti mirati – i bambini, gli adolescenti e i genitori.

Il “salario giovanile” fùnziona così: ai figli si versano dai 100 ai 200 franchi mensili, ovvero dagli 80 ai 160 eùro, a…


Svizzera, un “salario giovanile” per evitare i “bamboccioni” è stato pubblicato il 27 Marzo 2018 su Republica dove ogni giorno puoi trovare notizie di economia.(Svizzera giovani ragazzi paghetta )