Terna: si allea con Tesla sulle batterie (MF)

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Terna guarda alla Silicon Valley e incontra gli investitori istituzionali americani, forte di una partnership con Tesla sul fronte delle batterie. Lo ha dichiarato ieri l’ad Luigi Ferraris, che ha incontrato la stampa a New York a margine del road show per la presentazione del piano industriale quinquennale negli Usa.

In parallelo, scrive MF, l’agenzia Fitch ha confermato ieri il rating a lungo termine di BBB+ sul gruppo con outlook stabile sottolineando «la solidità del piano strategico 2018-22». Un piano «che è stato accolto bene» dagli stessi investitori americani secondo lo stesso Ferraris.

Con Tesla, ha spiegato l’ad del gruppo, «investiamo qualche milione di dollari assieme» sul fronte dello studio di soluzioni per lo stoccaggio di energia, in particolare «focalizzate alla fornitura di servizi di flessibilità alla rete a bordo auto». Con la società di Elon Musk Terna ha siglato un accordo di collaborazione, senza alcuna componente azionaria, con due principali obiettivi: l’utilizzo di tecnologie di storage innovative per applicazioni stazionarie e la fornitura di servizi di flessibilità alla rete attraverso le batterie a bordo auto.

A San Francisco, invece, il gruppo italiano avrà probabilmente entro l’anno una presenza nell’ambito di un ufficio che sta per aprire la Cdp italiana. Una presenza che farà da osservatorio sul mondo della information technology e delle start-up californiane. Al Precourt Institute of Energy di Stanford, l’università di riferimento della Silicon Valley, Terna ha aderito a un programma di ricerca di soluzioni, denominato Bits & Watts, sul fronte della trasformazione del sistema elettrico e che cerca di disegnare gli scenari energetici futuri.

L’obiettivo del gruppo, ha spiegato Ferraris, non è certo quello di fare acquisizioni, ma di impegnarsi sul fronte delle partnership «con possibili investimenti azionari di dimensioni modeste» in start-up sul fronte delle soluzioni per l’energia. Il tutto portando avanti in parallelo un’azione continua di «sviluppo delle competenze interne del gruppo», anche inviando tecnici e ingegneri negli Usa per periodi di formazione.

Negli Usa Ferraris e il suo team hanno concluso tre tappe a Chicago, Boston e New York incontrando gestori storici come Fidelity, BlackRock Morgan Stanley e Lazard, che già detengono oltre il 5% del gruppo. L’obiettivo dichiarato è allargare negli Usa la base di investitori istituzionali sul fronte dei fondi sostenibili, che hanno già mostrato interesse nei confronti del gruppo italiano. A fine 2017 gli azionisti istituzionali esteri detenevano il 46,8% delle azioni Terna , e fra questi quelli americani e canadesi erano i primi con un quota pari al 13,9% del totale. Agli investitori istituzionali e ai fondi socialmente responsabili corrispondeva a fine 2017 un 8% del flottante del gruppo pari a oltre l’11% del capitale detenuto da investitori istituzionali.

red/lus

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