Tiscali: Mediobanca in campo, nodi su debiti e frequenze (Sole)

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Tiscali, l’inventore di Internet in Italia 20 anni fa, ritorna sotto i riflettori e Mediobanca scende in campo per studiare il futuro del suo investimento.

Lo scrive il Sole 24 Ore sottolineando che i rumors di possibili pretendenti si moltiplicano, anche se al momento non ci sono trattative concrete: da Fastweb, che due anni fa ha già comprato un pezzo di Tiscali, alla telco alternativa Linkem, che proprio ieri ha annunciato l’acquisto del 20% di Go Internet, regional telco quotata all’Aim. Dopo due anni di calma, con il mercato intento ad assorbire la mega-fusione di Wind e Tre, il più grande matrimonio nella telefonia mobile in Europa, l’industria delle tic è di nuovo in fermento. In attesa della «madre di tutte le battaglie», quella su Telecom Italia in programma il 4 maggio tra Vincent Bollorè e il fondo Elliot, il barometro MeA di Tiscali segna di nuovo vento forte. A fine anno, Mediobanca sarebbe stata incaricata di studiare tutte le opzioni strategiche. I russi, sbarcati a Cagliari nel 2015, hanno bisogno di capitali per la sfida del 5G e potrebbero anche vendere e passare la mano.

Il futuro di Tiscali è legato alla intricata partita delle frequenze. Se la porzione della banda da 3,5 Gigahertz, che il Governo metterà in asta, sarà ripartita in lotti da 80 e 40 Megahertz, Tiscali diventerebbe una minoranza necessaria: chi arriverà terzo avrebbe bisogno della porzione da 40 detenuta a Cagliari. Tuttavia, ancora si attende la proroga delle altre licenze che scadono al 2023 e dunque ogni ipotesi di vendita o matrimonio è precipitosa. Una volta risolto il nodo frequenze, si potrebbero aprire scenari strategici: il consolidamento nelle tlc italiane non è finita e chissà che Tiscali non cambi proprietà, finendo magari sposa di Fastweb. Un matrimonio svizzero-sardo è un rumor che da tempo circola insistentemente. Alle frequenze e ai clienti di Tiscali sarebbe interessata pure Linkem, operatore più piccolo che proprio ieri ha siglato un accordo per versare 4 milioni in Go Internet (in cambio del 2o%) e condividerne le frequenze per il wireless internet.

Su Tiscali grava sempre il fardello del debito: erano 178 milioni a fine gennaio. Riccardo Ruggero sta negoziando con i creditori (Banca Intesa Sanpaolo e BancoBpm) una «moratoria» sui rimborsi di capitale e interessi scaduti a settembre 2017 e marzo 2018. Le principali ingiunzioni di pagamento ricevute ammontano invece a 14 milioni.

red/alu

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