WALL STREET: debole con tech sempre in affanno ma Pil rivisto al rialzo

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Wall Street continua a trattare debole dopo i netti cali di ieri, con il comparto tech ancora in affanno.

“Il rischio normativo è in aumento. Ciò pesa sui giganti tecnologici e rende i mercati nervosi a livello generale”, commenta James Athey, senior investment manager di Aberdeen Standard Investments.

Per gli strategist di Unicredit inoltre i titoli del comparto tech soffrono anche a causa di valutazioni che sono ormai tirate. “Vediamo un proseguimento di questo selloff” con le azioni del settore che potrebbero o sottoperformare in caso di recupero dei listini o indebolire ulteriormente il sentiment se l’avversione al rischio resterá alta.

Nel frattempo Ayaz Ebrahim, portfolio manager for emerging markets Asia-Pacific di Jp Morgan Asset Management ha confermato di aver ridotto il suo “significativo sovrappeso” sui titoli del comparto tecnologico negli ultimi 18 mesi, focalizzandosi si quello del settore finanziario perchè “compagnie assicurative e banche beneficeranno dei tassi di interesse piú alti”.

Il Dow Jones lascia sul terreno lo 0,3% e l’S&P 500 lo 0,48%. Prosegue poi il periodo nero del Nasdaq Composite che perde l’1,14%. Male anche i prezzi del petrolio che scendono dell’1% circa dopo che le scorte settimanali di greggio Usa sono risultate pari a 429,949 mln di barili, in aumento di 1,643 mln rispetto alla settimana precedente (+1,4 mln il consenso).

Nel frattempo però dal fronte macroeconomico sono arrivate notizie positive. La crescita del Pil degli Stati Uniti, nella lettura finale del 4* trimestre, è stata rivista al rialzo dal 2,5% t/t al +2,9% t/t. Il dato ha battuto il consenso degli economisti che si aspettavano un’espansione del 2,7% t/t. Bene la spesa dei consumatori che è stata rivista al rialzo dal +3,8% preliminare al +4%. Il deflatore core è invece stato confermato al +1,9%.

Infine l’indice pending home sale Usa elaborato dalla National Association of Realtors è salito del 3,1% a livello mensile a febbraio attestandosi a 107,5 punti. L’indice fa riferimento alla vendita di case esistenti per le quali è stato sottoscritto un contratto preliminare ma non ancora quello definitivo. E’ considerato un indicatore della situazione economica e della sicurezza delle famiglie rispetto ai propri mezzi finanziari.

Sul valutario il cambio euro/usd ha aggiornato il minimo intraday a 1,2334 dopo la pubblicazione del Pil e tratta ora poco sopra a 1,2349.

Sull’obbligazionario invece il rendimento del Treasury biennale è al 2,266% e quello del decennale al 2,751%.

alb/fpc

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