WALL STREET: in lieve rialzo ma fiducia consumatori cala

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Wall Street tratta appena sopra la parità dopo il forte rimbalzo di ieri.

Secondo diversi analisti questa inversione di rotta da parte degli investitori dopo i selloff della scorsa settimana, rappresenta un segnale di allentamento dei timori sul potenziale scoppio di una guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina.

Il Dow Jones avanza dello 0,33%, l’S&P 500 dello 0,11% e il Nasdaq Composite dello 0,14%. Intorno alla parità invece i prezzi del petrolio, senza una direzione precisa.

I mercati stanno cominciando a domandarsi se le tariffe proposte dall’amministrazione americana non siano state “una strategia per aumentare il potere contrattuale nelle trattative con la seconda economia del mondo”, mascherata come “una mera realizzazione di un punto del programma elettorale” del presidente Usa, Donald Trump, afferma Jasper Lawler, capo ricercatore di London Capital Group.

Nel frattempo, il premier cinese Li Keqiang ha ribadito la volontá di Pechino di continuare il dialogo con gli Usa per risolvere le diatribe a livello commerciale e ottenere un risultato che rappresenti un successo per entrambi i Paesi. “Credo” che Pechino e Washington “abbiano l’intelligenza per risolvere la questione”, ha puntualizzato il primo ministro. Li ha poi precisato che la Cina intende aprire i mercati agli investitori esteri. Il premier spera infine che gli Usa vogliano aumentare gli investimenti nel Paese asiatico.

“L’impressione è che lo scontro stia assumendo maggiormente i contorni di una negoziazione, e meno di una rappresaglia”, afferma Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners.

Sul fronte macroeconomico, l’indice S&P/Case-Shiller dei prezzi delle case nelle 20 maggiori cittá statunitensi salito dello 0,3% a livello mensile a gennaio, mentre ha mostrato un progresso del 6,4% a livello tendenziale, leggermente al di sopra del +6,1% atteso dal consenso. Anche l’indice riferito alle 10 maggiori cittá è salito dello 0,3% m/m, facendo registrare invece un incremento del 6% a/a.

Inoltre l’indice sulla fiducia dei consumatori negli Usa si è attestato a marzo a 127,7 punti, in calo rispetto ai 130 di febbraio, deludendo il consenso (130 punti). Quello relativo alle aspettative è sceso a 106,2 punti dai 109,2 dello scorso mese, mentre quello sulla situazione attuale è calato a 159,9 da 161,2.

La fiducia dei consumatori statunitensi a marzo “è leggermente calata, con le condizioni commerciali a rappresentare il principale motivo di moderazione”, puntualizza Lynn Franco, responsabile degli indicatori economici del Conference Board americano, aggiungendo che “anche le aspettative a breve termine sono peggiorate, comprese quelle sui mercati azionari, per rimanendo in generale abbastanza positive”.

Infine, sul valutario il cambio euro/usd tratta in calo a 1,24, con massimo intraday a 1,2476 e minimo a 1,2372, mentre sull’obbligazionario il rendimento del Treasury biennale è al 2,306% e quello del decennale al 2,825%.

alb/fpc

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