Bce, ex capo economista Stark: 'banca centrale prigioniera della propria politica'

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Di lui si parlò molto quando, all’inizio di settembre del 2011, decise di lasciare clamorosamente la Bce, in aperto contrasto con le politiche monetarie del Consiglio direttivo dell’istituto, guidato a quel tempo da Jean-Claude Trichet. E’ l’ex capo economista della Banca centrale europea Jürgen Stark.

Stark torna sotto i riflettori con un’intervista rilasciata a Welt, in cui afferma che “la Bce è diventata prigioniera della propria politica”. Ma “governi e mercati finanziari dipendono da essa e, di conseguenza, la Bce è diventata essa stessa un rischio per la stabilità finanziaria”.

Stark ha aggiunto che “la sfida più grande sarà riuscire a paralizzare la prossima crisi economica o la prossima crisi della politica monetaria. Per far ciò – continua l’ex capo economista della Bce – la Bce dovrebbe fare passi considerevoli verso la normalizzazione, sia in termini di tassi di interesse, che di volume del bilancio. Ma avrà tempo per farlo?”.

Stark, noto per le sue posizioni da falco tedesco, si dimise per la sua opposizione all’acquisto dei titoli di stato dei paesi in difficoltà dell’Eurozona da parte della banca centrale.
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