Banche, ex Br, migranti: i dossier che dividono Italia e Francia

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La “ruggine” politica-diplomatica che si è venuta a creare tra Italia e Francia non è cosa di ieri. Oltre al fastidio per i contatti e i faccia a faccia con i “Gilet gialli” anti-Macron, portati avanti con una certa disinvoltura dal vicepremier Luigi Di Maio – reduce da un blitz nelle banlieue parigine per un confronto con il movimento di protesta francese – l’irritazione di Parigi (ricambiata da Roma) tocca molti altri dossier critici, tutti maturati con l’arrivo dei giallo-verdi a palazzo Chigi. Vediamo quali.

Av Torino-Lione della discordia
Il nodo principale dei rapporti Italia-Francia è il collegamento ferroviario ad Alta velocità Torino-Lione, cofinanziato dall’Unione Europea. L’opera è considerata inutile dal M5S che punta sull’analisi costi benefici (prevista dal contratto di Governo M5S-Lega) per affossarla. La Lega la considera strategica, volano di sviluppo per il Nord produttivo, e vorrebbe rilanciare i cantieri. La Francia attende le decisioni italiane, pronta a far valere le penali in caso di rinuncia. Anche perchè Oltralpe i lavori per il tunnel di 57 chilometri tra i due Paesi sono molto più avanzati che da noi. In caso di stop, a rischio i fondi già erogati da Bruxelles per l’opera: oltre 800 milioni di euro.

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