Con il Def le pagelle dalla spending 2018: ministeri insufficienti in oltre 20 casi

8

L’azzeramento del contributo alle regioni per il contrasto al randagismo, a carico del ministero della Salute. I fondi all’Anas per i servizi di linea effettuati tra lo scalo di Crotone e i principali aeroporti nazionali, di competenza del dicastero delle Infrastrutture e trasporti. O la riduzione della spesa per le commissioni straordinarie nominate per gli enti disciolti, gestita dal Viminale. Sono solo alcuni degli oltre venti casi in cui la spending review per il 2018 ha, quanto meno parzialmente, fallito o sta per fallire, magari semplicemente per il ripensamento dell’attuale governo che con l’ultima legge di bilancio ha deciso di ripristinare alcune voci di spesa per le quali era prevista una riduzione dall’ultima manovra targata Gentiloni.

Quella stessa manovra che, ai fini dell’indebitamento della Pa, per il triennio 2018-2020 aveva previsto un taglio strutturale di un miliardo l’anno a carico dei ministeri. Che è stato sì sostanzialmente centrato, ma anche grazie ad alcune “toppe” in sede di “assestamento” per colmare più di una lacuna e le tante criticità emerse nel comportanento dei dicasteri. E registrate nelle “pagelle” che sono contenute nell’apposita relazione sul monitoraggio degli obiettivi di spesa dei ministeri allegata al Def approvato martedì scorso dal Governo.

Leggi anche altri articoli di Economia o leggi originale


Questo contenuto è stato importato con un sistema automatizzato, senza intervento umano. È possibile segnalare la rimozione dei contenuti, leggendo prima le nostre Note Legali Disclaimer