Nodo "salva Roma" al centro del Cdm sul decreto crescita

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Ordine del giorno “corposo” per il Consiglio dei ministri convocato per le 19 di oggi: tra i tanti provvedimenti in lista non c’è il decreto crescita, per il quale è comunque previsto già oggi il secondo passaggio in Cdm per il via libera definitivo. Il nervosismo delle ultime ore nella maggioranza riguarda il cosiddetto “salva-Roma”, uno dei tanti tasselli che compongono il decreto. La norma al centro dell’attenzione prevede in pratica la chiusura nel 2021 della gestione commissariale del debito storico del Comune di Roma (arrivato a circa 12 miliardi di euro) per scongiurare una possibile crisi di liquidità e ridurre i costi rinegoziando i mutui in essere. Ma sull’obiettivo Carroccio e 5 Stelle sono divisi, come accade sempre più spesso man mano che si avvicina il voto europeo.

La Lega insiste infatti per estendere il campo di applicazione a tutti gli Enti locali indebitati. «Se bisogna aiutare un Comune, allora si aiutino tutti. Ci sono circa 400 Comuni in difficoltà economica in Italia, non si vede perché si dovrebbe premiare un solo sindaco su centinaia», ha ribadito stamani il vicepremier Matteo Salvini, da Pinzolo, in provincia di Trento, confermando la linea del partito. «O si aiutano tanti Comuni o non si aiuta nessuno – ha poi concluso – non ci sono sindaci più simpatici o meno simpatici in base ai colori politici».

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