Terna: dalle archistar ai «monostelo», così la rete elettrica ha cambiato volto

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L’impegno più recente si trova nero su bianco nel piano strategico 2019-2023 presentato nelle scorse settimane in cui si sottolinea che oltre il 60% delle nuove linee elettriche destinate a entrare in servizio da qui ai prossimi cinque anni sarà “invisibile” perché realizzate in cavo terrestre o sottomarino con ridotto impatto ambientale. Ma la sfida di Terna, il gestore della rete elettrica nazionale, intenzionata a dire addio al vecchio “traliccio” e a cambiare drasticamente il volto dell’infrastruttura che attraversa tutta la penisola, è cominciata ormai da tempo, come ricorda anche l’ultimo rapporto di sostenibilità firmato dalla società guidata da Luigi Ferraris.

La svolta con le archistar: i sostegni Foster
Negli ultimi anni, infatti, la spa dell’alta tensione ha ampliato la gamma dei sostegni utilizzabili ricorrendo all’utilizzo di nuove strutture monostelo a basso impatto ambientale o alla progettazione da parte di architetti di fama internazionale di linee a maggiore integrazione nel paesaggio. La svolta è arrivata a partire dal 1999 quando Terna lanciò il primo concorso internazionale “Sostegni per l’ambiente” con l’obiettivo di progettare sostegni di linee aeree da installare nelle campagne e nelle zone urbane per una più armonica interazione con l’ambiente circostante. Ad aggiudicarsi il bando fu allore sir Norman Foster, l’architetto e designer britannico tra i principali esponenti dell’architettura hi-tech, che ideò dei pali dalla forma avveniristica, ribattezzati con il suo nome, installati fin dal 2008 lungo la linea Tavernuzze-Santa Barbara in Toscana.

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