Bari, il caso Decaro: sindaco Pd che strappa voti anche al M5s

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«Vedendo i risultati delle Europee in tanti mi hanno detto che ci voleva un miracolo per vincere al primo turno e invece quello che è successo oggi dimostra che non è un miracolo amministrare bene una città». Antonio Decaro (presidente dell’Anci – già renziano), sindaco Pd di Bari, è stato rieletto alla guida di un’ampia coalizione di centrosinistra, con una percentuale bulgara: il 66,3% al primo turno. Un plebiscito definito da Decaro (sindaco più suffragato d’Italia in questa tornata) un «riconoscimento a 5 anni di buon lavoro». Con una ammissione: «ho vinto anche grazie ai voti moderati». Se si guarda ai flussi elettorali monitorati da Swg, quello che più colpisce però è stata la capacità di mobilitazione da parte di Decaro sia degli astenuti che dei grillini.

Il confronto con le politiche del 2018
Swg, infatti, ha messo a confronto i risultati del centrosinistra a Bari alle politiche del 2018 (17,1%) con quello delle comunali del 26 maggio. E ha evidenziato che il 31% dei nuovi voti incassati proviene da elettori del Movimento 5 stelle e il 30% da astenuti in quella tornata elettorale. Un dato tanto più interessante se si considera che, sempre in base ai flussi analizzati da Swg, un altro sindaco Pd protagonista di una vittoria al primo turno, Dario Nardella (Firenze), rispetto alle politiche, ha preso solo l’8% dei suoi voti dal M5s. E che anche livello nazionale, sulla crescita del Pd targato Zingaretti (al 22,7% rispetto al 18,7% delle politiche) ha inciso poco il voto grillino: solo il 7% di chi ha optato per i dem il 26 maggio era un elettore del M5s alle scorse politiche.

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