Cinque Stelle spaccati in cinque anime. Ora il Senato è la vera polveriera

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Cinque Stelle per cinque «anime», tanto per citare la parola usata per la prima volta da Luigi Di Maio all’indomani della cocente sconfitta alle europee di domenica. Correnti fluide, strati spesso sovrapposti che fanno capo allo stesso Di Maio, ad Alessandro Di Battista, a Roberto Fico, al garante Beppe Grillo e soprattutto a Davide Casaleggio, il potente presidente dell’Associazione Rousseau. Fenomeni carsici sotto traccia che però adesso, in un clima avvelenato dai sei milioni di voti persi in un anno, affiorano in superficie lasciando intravedere il rischio erosione e, a cascata, quello di crisi per il Governo.

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