Come il vino italiano può conquistare il mercato cinese

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Sul vino italiano in Cina qualcosa si muove. Non tanto nei conti che anzi nel primo trimestre di quest’anno stanno registrando un complessivo rallentamento delle importazioni da parte della Cina, che sta penalizzando tutti i principali esportatori, in primis la Francia ma anche Australia, Cile e Italia. Sta però cambiando l’approccio da parte dei produttori italiani al più promettente mercato mondiale per il vino e soprattutto sta cambiando l’atteggiamento dei consumatori cinesi, che mostrano una grande curiosità per l’Italia e del vino italiano.

Ad esserne convinto è Sun Yongjian, presidente di ShenYang Mengze, uno dei principali distributori di vino in Cina, che opera nel Nord Est del Paese. È l’importatore cinese della multinazionale di origine australiana Penfolds, che produce vino in Australia per commercializzarlo in Cina e nel Sud-Est asiatico e che nel proprio network ha anche una proprietà in Toscana nel Chianti Classico (Castello di Gabbiano) e che è in questi giorni in Toscana proprio per conoscere da vicino alcune realtà del vino made in Italy e per fare uno scouting di cantine che possano rientrare nel portafoglio del distributore cinese. ShenYang Mengze vanta un giro d’affari di circa 20 milioni di euro, è legato a 140 distributori sul territorio cinese e detiene 29 flagship store. Inoltre opera a stretto contatto con 80 ipermercati, 60 Grocery’s Store, 85 tra bar e Hotel, 200 gruppi di acquisto e due piattaforme di e-commerce.

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