General Motors «accontenta» Trump: non chiude la fabbrica negli Usa ma la vende

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NEW YORK – General Motors investe 700 milioni di dollari in Ohio per creare 450 nuovi posti di lavoro e decide di cedere un grande impianto di assemblaggio locale, che aveva da poco chiuso, perché riparta sotto nuova gestione come stabilimento di veicoli elettrici. Donald Trump, che ha fatto della crociata contro il declino manifatturiero e la fuga di lavoro all’estero una costante della sua presidenza, ha subito dichiarato vittoria. Ha rivendicato il proprio ruolo personale nel trattare con i vertici dell’azienda per salvare occupazione e produzione in uno stato del Midwest industriale americano considerato oltretutto cruciale per la battaglia delle prossime elezioni presidenziali nel 2020. La Casa Bianca aveva attaccato apertamente Gm nel recente passato per la chiusura dell’attività a Lordstown.

«Ottime notizie per l’Ohio», ha annunciato il Presidente via Twitter, raccontando di aver avuto una conversazione con il chief executive di Gm, Mary Barra, la quale gli ha esposto il nuovo progetto. «Gm venderà il bellissimo impianto di Lordstown alla Workhorse, che intende produrre camion elettrici», ha affermato. La casa automobilistica, ha aggiunto, «spenderà inoltre 700 milioni in Ohio» con assunzioni programmate in tre località. Trump ha ringraziato Barra e detto di «aver lavorato bene con Gm», concludendo che «tutte le aziende d’auto, e altre ancora, stanno tornando. Gli Usa vivono un boom».

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