In 10 anni dimezzati i giovani ricercatori e il 90% sarà espulso dagli atenei

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Che l’Italia non sia un Paese per giovani ricercatori è tristemente noto, come ricorda anche il recente film di successo («Smetto quando voglio») dove un gruppo di cervelli precari per disperazione si dà alla criminalità sfruttando il loro talento. Ma gli ultimi dati riportano alla ribalta una realtà drammatica: in 10 anni i posti per il dottorato si sono praticamente dimezzati passando dai 15832 del 2007 agli 8960 dell’anno scorso.

E per chi diventa “doc” il presente è quasi sempre precario segnato da contratti da assegnista che nel 90% dei casi porta all’espulsione dall’università. Solo dieci su cento conquistano infatti l’ambita cattedra come professori associati.

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