Israele litiga sulla leva per gli ortodossi: rischio nuove elezioni

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Un Governo creato all’ultimo minuto, oppure nuove elezioni?
Solo il tempo, e si tratta di poche ore (fino alle mezzanotte), ci darà una risposta più chiara su uno dei periodi post elettorali più confusi nella storia di Israele.
Pur ostentando ottimismo, Benjamin Netanyahu lo sapeva fin dall’inizio: in Israele è molto più difficile formare una coalizione di governo, piuttosto che vincere un’elezione senza però ottenere la maggioranza assoluta.

Bibi, come amano definirlo i suoi sostenitori, se lo ricorda bene. Nel 2009 Kadima, il partito di centro guidato della sua avversaria, Tzipi Livni, vinse le elezioni. Ma la Livni non riuscì a trovare il consenso tra le diverse formazioni politiche per dar vita ad un Governo. Toccò allora a lui, il cui partito, il Likud, era arrivato per un soffio secondo. Ci riuscì. E da allora governa ininterrottamente.
Oggi Netanyahu rischia di trovarsi nella stessa situazione in cui si trovò Tzipi Livni. Quella di aver vinto le elezioni ma di non riuscire a formare un Esecutivo.

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