Migranti, «controlli di polizia» della Gdf sulla "Mare Jonio" giunta in acque italiane

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È entrata in acque italiane la “Mare Jonio”, la nave della Ong “Mediterranea Saving Human” che ieri ha salvato 30 migranti (tra cui una bimba di un anno e una donna incinta) che erano a bordo di un gommone in avaria a 40 miglia dalle coste della Libia. Appena superato il limite delle 12 miglia a sud di Lampedusa, fa sapere della rete delle associazioni pro-migranti italiane, la nave è stata raggiunta da due motovedette della Gdf per un «controllo di polizia». «Chiediamo l’ingresso in un porto sicuro – scrive la Ong su Twitter – dove sbarcare uomini, donne incinte e bambini». Ieri, il Viminale aveva replicato alla richiesta inviata al Centro di coordinamento dei soccorsi italiano (Mrcc di Roma) con una mail in cui invitava fare riferimento alle «Autorità Libiche».

Si è risolta invece la vicenda dei 36 migranti a bordo di una imbarcazione che stava per affondare sempre al largo delle coste libiche e messi in salvo dal personale della nostra Marina militare. Ieri l’operazione ha scatenato l’ira del ministro Salvini che ha chiesto al ministero della Difesa – schierata con la Marina – di chiarire l’episodio e ribadito la linea dei “porti chiusi”. In serata il premier Giuseppe Conte annuncia la disponibilità di quattro Paesi Ue ad accogliere i 36 migranti, attualmente in viaggio verso il porto militare di Augusta, dove verranno fatti sbarcare, a bordo della nave Stromboli. «Ringrazio Francia, Malta, Lussemburgo e Germania per la sollecitudine con cui, nel giro di poche ore, hanno dichiarato la disponibilità ad accogliere» i migranti tratti in salvo, «partecipando alle operazioni di redistribuzione», afferma il presidente del Consiglio in una nota.

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