Napoli, al via il cantiere per la demolizione delle Vele di Scampia

8

Le ruspe sono arrivate a Scampia. E con esse è stata avviata l’apertura del cantiere in cui, entro l’estate, verrà abbattuta la Vela “A” detta anche “Verde” e, successivamente le “C” e “D”, anche indicate come la “Gialla” e la “Rossa”. Riparte insomma, il piano pluridecennale di riqualificazione di quella periferia napoletana diventata simbolo di degrado, camorra e teatro di traffici illeciti. Un piano rimasto a lungo una incompiuta: delle sette Vele di Scampia ne sono state abbattute tre (nel ’97, nel 2000 e nel 2003), dopo sedici anni di attesa oggi ripartono le demolizioni di altre tre e la riqualificazione dell’area.

Ne rimarrà una sola, la vela “Celeste”, testimonianza di un passato negativo ormai “archiviato”, che verrà destinata a servizi, uffici della Città Metropolitana di Napoli, nuove funzioni qualificate a cui aprire le porte del ghetto. È giornata di festa a Scampia: tra i palazzoni devastati e svuotati i rappresentanti del Comitato Vele, che da oltre trent’anni si battono per la riqualificazione, festeggiano, cantano, fanno i selfie. Applaudono al sindaco De Magistris e agli assessori Panini e Piscopo per averli sostenuti. Festeggiano perché il loro progetto, che temevano non si sarebbe mai completato, ora riparte. La Vela Verde è vuota: le 60 famiglie che vi abitavano sono state sistemate in altre case. I lavori partiranno dalla bonifica dei “rifiuti speciali” e poi l’intera struttura di 14 piani sarà demolita. Questa volta senza esplosivo, ma con nuovi mezzi cingolati dotati di pinze capaci di triturare le strutture. Poi è prevista la riqualificazione con parchi, servizi e strade.

Leggi anche altri articoli di Economia o leggi originale


Questo contenuto è stato importato con un sistema automatizzato, senza intervento umano. È possibile segnalare la rimozione dei contenuti, leggendo prima le nostre Note Legali Disclaimer