Radio radicale, perché chiuderla è un brutto segnale

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In tanti, a buon diritto, protestano per il rischio che Radio Radicale spenga i microfoni. Dalla sua fondazione a metà degli anni ’70, l’emittente costituisce forse il più prezioso servizio pubblico radiofonico italiano. Le trasmissioni integrali di lavori parlamentari, di congressi politici, giuridici e scientifici, di udienze in processi di pubblico interesse, ne sono state, insieme a una cura particolare per le rassegne stampa, la cifra distintiva.

Oltre alla normale programmazione, Radio Radicale gestisce un archivio, totalmente digitalizzato, di quanto mandato in onda: un tesoro per comprendere come si sia evoluto questo Paese. Tale circostanza ha fatto scrivere a un gruppo di docenti, in una petizione al presidente del consiglio, che l’emittente è una “università popolare”.

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