Save the Children, 420 milioni di bambini vivono in aree di conflitto. Mattarella: «Commozione per minori non sia effimera»

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«Tutti rammentiamo l’immagine di quel bambino siriano in ospedale, coperto di polvere, dopo il bombardamento della sua abitazione. Quell’immagine ha commosso tanti nel mondo. Occorre che la commozione e la sollecitazione che queste immagini determinano, non sia effimera e non si dimentichi in poco tempo». Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo al centenario di ‘Save the Children’. «Che non sia la commozione di un momento, ripetuta più volte, ma senza risultati concreti, strutturalmente forti e permanenti», ha sottolineato. Il capo dello Stato ha partecipato all’evento al Maxxi di Save The Children, in occasione del suo centenario. Save the children ha lanciato la campagna “Stop alla guerra sui bambini” ed ha organizzato al Maxxi di Roma un evento, dal titolo “Tutti giù per terra” per far capire che tipo di esperienza vive ogni giorno un bambino che va a scuola nelle zone di guerra. Da oggi parte anche la raccolta fondi con sms solidale al 45533.

Un minore su 5 vive in aree di conflitto
Il dossier di Save the children presentato questa mattina ricorda che un minore su 5 – quindi 420 milioni di bambine e bambini (il doppio dalla fine della Guerra Fredda) – vive attualmente in aree di conflitto, un numero in crescita di 30 milioni rispetto al 2016, sempre più esposto a violazioni dei propri diritti, tra i quali i continui attacchi contro le scuole.

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