Taglio vitalizi, le Regioni si adeguano: mancano all’appello Trentino e Sicilia

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Tutte in regole, tranne Trentino e Sicilia. Tutte Regioni italiane in questi giorni si sono messe in regola. E hanno provveduto al ricalcolo con sistema contributivo dei vitalizi di 3.300 ex consiglieri, come previsto da un accordo siglato il 3 aprile in conferenza Stato-Regioni, con un risparmio complessivo che dovrebbe ammontare ad almeno 22 milioni annui. In pratica, si riceverà in base a quanto è stato versato, sul modello di quanto già deciso dalla Camera e dal Senato per gli ex parlamentari. L’accordo ha messo in pratica una norma inserita nell’ultima legge di bilancio in base alla quale, a decorrere dall’anno 2019, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro quattro mesi, avrebbero dovuto ridefinire i vitalizi di cui beneficiano presidenti di regione, consiglieri o assessori regionali.

Per chi non provveda entro i termini previsti, la legge di bilancio stabilisce un taglio del 20 per cento dei trasferimenti erariali «diversi da quelli destinati al finanziamento del Servizio sanitario nazionale, delle politiche sociali e per le non autosufficienze e del trasporto pubblico locale». Il termine per legiferare era il 30 aprile. Ma una norma contenuta nel decreto crescita ha concesso una proroga di un mese: 30 maggio.

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