Trump rompe con i dem: salta piano infrastrutture da 2mila miliardi

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NEW YORK – Era nell’aria. L’incontro tra Trump e i leader dei democratici Nancy Pelosi e Chuck Schumer avrebbe dovuto sancire il varo bipartisan del maxi-piano di infrastrutture pubbliche da 2mila miliardi di dollari. L’altra sera il presidente ha inviato una lettera a Pelosi e Schumer nella quale chiedeva di arrivare alla Casa Bianca con una lista di infrastrutture prioritarie per i democratici. I due si sono presentati con un documento di 35 pagine. Ma l’accordo è saltato. La base democratica da giorni preme per avviare inchieste contro il presidente, accusato di aver censurato il Rapporto Mueller sul Russiagate e di non voler rendere note le sue dichiarazioni dei redditi. Si comincia a parlare di impeachment. E com’era prevedibile Trump ha rovesciato il banco. L’incontro con Pelosi e Schumer alla Casa Bianca è finito senza un niente di fatto: di piano infrastrutturale non se ne parla, almeno fino a quando continueranno le richieste di indagini su Trump.
Schumer dice che Trump ha premeditato il fallimento dell’incontro. Pelosi accusa il presidente di mancanza di rispetto nei confronti del Congresso e della Casa Bianca nel loro tentativo di lavorare insieme. Ma così è.

Il bastone e la carota con la Cina
Sul fronte della guerra commerciale con la Cina, il segretario al Tesoro Steven Mnuchin vuole fissare al più presto una data per riprendere le discussioni con la Cina, sulla base del lavoro portato avanti per mesi dalle due delegazioni. Il segnale distensivo arriva all’indomani delle dichiarazioni del presidente Xi Jinping che, dopo l’alzata di scudi di Trump su dazi e Huawei, non vede la fine della “trade war” nel breve termine e si è detto pronto ad affrontare una “nuova Lunga marcia” contro il “nemico” americano.

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