5G, allarme di polizia e servizi: «Intercettazioni a rischio»

20

Intercettazioni a rischio se non impossibili. Sistemi digitali a vulnerabilità aggravata di fronte alla minaccia cyber. Vuoti normativi da colmare al più presto. La rivoluzione 5G, non ancora così nota al grande pubblico, ha messo in mobilitazione servizi di sicurezza e forze di polizia. L’allarme è scattato alcune settimane fa con un sottofondo continuo ma in crescendo.

Le mosse di palazzo Chigi
Il direttore del Dis (dipartimento informazioni e sicurezza), Gennaro Vecchione, giovedì in commissione Trasporti della Camera è stato netto: «Il 5G è potenzialmente foriero di rischi per la sicurezza nazionale». Il giorno dopo il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha incontrato alla Dna (direzione nazionale antimafia e antiterrorismo) il procuratore Federico Cafiero De Raho. Il comunicato finale di palazzo Chigi non scherza: il presidente del Consiglio ha acquisito dal procuratore nazionale «elementi di interesse sulle rilevanti problematiche poste dalla nuova tecnologia 5G e sul considerevole impatto che essa rischia di avere sulle indagini penali».

Leggi anche altri articoli di Economia o leggi originale


Questo contenuto è stato importato con un sistema automatizzato, senza intervento umano. È possibile segnalare la rimozione dei contenuti, leggendo prima le nostre Note Legali Disclaimer