Eleonora Acton e l’olio nella Calabria che resiste: “La criminalità non ci ha fermato”

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La grandine piomba improvvisa e distrugge mezzo raccolto, il fattore umidità causa i danni peggiori, le malattie dell’olivo sempre in agguato costringono a lavorazioni precoci e minano la produzione dell’extra vergine. “Si vive di patemi d’animo, e quando succedono queste catastrofi non ci sono santi”.

Gli anni trascorsi a coltivare gli ulivi centenari, in questo angolo della Calabria più aspra, nella Piana di Gioia Tauro, non hanno tolto a Maria Eleonora Acton la passione per la sua terra. E neanche i momenti drammatici quando i suoi due figli erano piccoli e la mafia faceva esplodere le bombe, in un terribile dicembre alle porte di Natale, e colpiva con i sequestri di persona. “I proprietari terrieri negli anni Settanta erano nel mirino della ‘ndrangheta, ci sono stati numerosi rapimenti e richieste di riscatto, e tante persone non sono più tornate a casa”.


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