L’industria del Food corre al triplo della velocità del resto del Paese

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ROMA – Non ci resta che il cibo, quello buono però. E’ l’amara considerazione che viene scorrendo i dati del Food Industry Monitor (FIM), analisi economica, forse una delle più importanti, del settore alimentare italiano. E sì perché in un anno, il 2018, in cui il Pil italiano ha faticato a raggiungere il punto percentuale di crescita,  il Pil del cibo di qualità ha fatto un bel +3,1 per cento. Un balzo in avanti che secondo l’analisi è destinato mantenersi su quei livelli, spinto dalle esportazioni (dazi permettendo). Più 3%, nell’anno in corso, per ripiegare al 2,9 nel 2020. Certo stiamo parlando di una nicchia, che però viene sempre più tenuta sotto osservazione da scienziati, medici e imprenditori naturalmente.

La verità è che le aziende del food che hanno puntato…
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