Contratti di lavoro, in Italia sono 885. Nel registro entrano i professionisti che fanno le code al posto degli altri

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MILANO – Molto si è parlato della contrattazione collettiva nazionale, in queste ultime settimane di dibattito circa l’introduzione di un salario minimo orario per via di legge e valido per tutti. Da più parti si è sentito dire che l’indicazione di un costo orario del lavoratore non possa sovrapporsi con quel che le parti sociali hanno messo nero su bianco nei contratti collettivi, che coprono una vasta maggioranza dei lavoratori italiani. 

Quanti sono questi testi? E’ un elenco lungo 885 caselle. Tanti sono, in Italia, i contratti nazionali di lavoro secondo l’ultimo rapporto del Cnel, che tiene l’archivio dei testi depositati in forza della prescrizione di legge risalente al 1986. Gli ultimi ad entrare nell’elenco sono stati i “Letturisti di acqua, gas ed energia elettrica” a braccetto con i “codisti”, coloro che fanno code per conto di altri (il cui contratto…
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