Ecco come la criptovaluta di Facebook cambierà il sistema bancario globale

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L’analisi

di Pierangelo Soldavini

Visa e Uber in campo per la criptovaluta di Facebook

3′ di lettura

«Credo che le persone debbano potersi scambiare denaro così facilmente come mandano una foto». Così lo scorso aprile Mark Zuckerberg ha alzato il velo sul progetto che da tempo un team dedicato stava realizzando in gran segreto in una palazzina di Menlo Park a cui si accede con un badge specifico. La criptovaluta che Facebook si prepara ad annunciare martedì prossimo e a far partire l’anno prossimo – nome in codice GlobalCoin – rappresenta una piattaforma per il trasferimento di denaro “tra pari” per una platea globale che nascerà dall’unificazione di Instagram, WhatsApp e Messenger: una moneta borderless , che si muoverà agilmente superando le barriere dei mercati nazionali e per di più senza il carico di commissioni, sfruttando il sistema che elimina qualsiasi tipo di intermediazioni che è proprio delle criptovalute, bitcoin in testa.

VIDEO / Visa, Uber e Booking reclutati per il lancio della nuova criptovaluta di Facebook

Per Facebook è una scommessa in un momento estremamente delicato, alla luce delle accuse per la gestione “allegra” dei dati dei 2,4 miliardi di utenti, a partire dallo scandalo Cambridge Analytica . Se la strategia di Zuckerberg punta a trasformare il social network in una piattaforma basata su conversazioni private e sui servizi che ne potranno derivare, dovrà trovare fonti di ricavi alternative alla pubblicità, che oggi vale il 98,5% dei 55,8 miliardi di dollari di revenue 2018. Convogliare le transazioni dei suoi utenti all’interno della piattaforma, rendendole semplici ed economiche, vuol dire mettere le mani sui dati agganciati a quelle stesse operazioni, che si trasformano in una miniera d’oro se ben utilizza

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