Brexit: Johnson, colloqui con Ue intensificati in prossime settimane

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Il premier britannico, Boris Johnson, ha affermato che i colloqui con l’Unione Europea saranno intensificati nelle prossime settimane nel tentativo di raggiungere un nuovo accordo sulla Brexit.

I negoziatori del Regno Unito da questo momento inizieranno a incontrare le loro controparti dell’Ue due volte a settimana.

Il primo ministro aveva precedentemente dichiarato che le discussioni sarebbero state inutili fino a quando l’Unione non avesse accettato la necessità di modificare l’accordo esistente ma sembra adesso aver cambiato idea. Johnson ha affermato di essere “incoraggiato” dalla reazione dei leader dell’Unione, aggiungendo che “è giunto il momento per entrambe le parti di accelerare il ritmo”.

Il primo ministro ha incontrato le sue controparti europee a Parigi e a Berlino la scorsa settimana e al vertice del G7 durante il fine settimana. Downing Street ha detto che le due parti sono rimaste a una certa distanza su questioni chiave ma ha riferito che i colloqui con i funzionari europei includeranno discussioni sul backstop irlandese, che Johnson vuole rimuovere dall’accordo per la Brexit.

Il ministro degli Esteri irlandese, Simon Coveney, arrivando alla riunione dei suoi omologhi europei in programma oggi a Gymnich, in Finlandia, ha dichiarato che “il Governo britannico non ha ancora presentato nulla di credibile” in termini di alternative al backstop, aggiungendo che “non esiste Paese che desideri un accordo più dell’Irlanda ma quell’intesa deve essere basata sull’accordo di recesso e deve essere coerente con esso”.

“Se ci saranno alternative al backstop che svolgeranno la stessa funzione, allora ascoltiamole. E se riusciremo a trovare un accordo su quella base, così sia. Ma deve essere credibile. L’idea non può essere semplicemente che dobbiamo rimuovere il backstop e che risolveremo questo problema nei negoziati futuri, senza alcun modo credibile per farlo”, ha proseguito Coveney.

L’accelerazione dei negoziati con l’Ue è vista come uno sforzo per placare la preoccupazione di alcuni membri del partito conservatore in merito alla strategia Brexit del primo ministro. Gli ex ministri conservatori hanno dichiarato di essere pronti ad agire la prossima settimana per fermare un no-deal.

Inoltre, sei partiti dell’opposizione hanno firmato una dichiarazione congiunta che chiede la revoca della sospensione del parlamento e afferma che non c’è “un mandato” per l’uscita del Regno Unito dall’Ue senza un accordo.

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