Cina: S&P stima rallentamento Pil al 4,6% in prossimi 10 anni

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L’economia della Cina rallenterà, dopo quattro decenni

d’oro di crescita, a causa delle evoluzioni demografiche, della riduzione

della leva finanziaria, del riequilibrio dalla produzione ai servizi e

dell’aumento della ricchezza. Nello specifico, l’economia del Paese

crescerà ad un ritmo annuale del 4,6% durante il prossimo decennio.

E’ quanto emerge dall’articolo intitolato “The Great Game and an

Inescapable Slowdown” e pubblicato da S&P Global Ratings, che attribuisce

l’incredibile espansione economica registrata negli ultimi quattro decenni

“all’apertura al commercio estero e agli investimenti, unita alle riforme

guidate dal mercato”, ha dichiarato Shaun Roache, capo economista

dell’agenzia.

Gli esperti stimano che il tasso di crescita di Pechino registrerà un

calo, ma sottolineano come i motivi alla base di tale rallentamento siano

naturali e salutari. Tuttavia, le prolungate tensioni commerciali e

tecnologiche con gli Stati Uniti potrebbero rendere più difficile per il

Governo cinese gestire una flessione del Pil.

“Il nostro scenario di base include riforme mirate ma graduali e una

situazione di stallo con gli Stati Uniti su tecnologia e commercio. Questo

dovrebbe significare a graduale ma non un brusco rallentamento economico”,

hanno evidenziato da S&P. “Se la Cina tollererà la crescita più lenta

derivante da fattori strutturali e si asterrà da stimoli eccessivi, il

percorso di rallentamento dell’economia continuerà in modo piuttosto

agevole”, ha osservato Roache.

Le controversie tra i due Paesi potebbero sia forzare che incoraggiare

la Cina a diventare più autosufficiente, fattore che impatterebbe

negativamente sul ritmo con cui Pechino acquisisce, crea e applica la

tecnologia. A sua volta, questo rallenterebbe la crescita della

produttività, ultimo fattore rimasto a sostegno dell’espansione economica.

“La Cina deve trovare il modo di aumentare la crescita della

produttività date le sfide demografiche a cui è sottoposta. La tecnologia,

compresa quella straniera, può aiutare in questo”, ha precisato Roache.

“Non escludiamo che Pechino sarà in grado di raggiungere la frontiera

tecnologica da sola in futuro. Riteniamo, tuttavia, che ciò richiederà più

tempo se si baserà principalmente sull’innovazione autosufficiente”.

Anche se la Cina si affida ancora a fornitori stranieri di alcune

tecnologie chiave come i semiconduttori, mantiene infatti una forte

posizione competitiva su molti altri prodotti. Per questo motivo, il Paese

è profondamente radicato nelle filiere tecnologiche globali, che possono

essere costose da spostare.

voc

valentina.corsi@mfdowjones.it

 

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