Dazi: Kudlow, Trump non ordinerà a società Usa di lasciare Cina

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I collaboratori del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, hanno dichiarato che l’inquilino della Casa Bianca non ha in programma di invocare i poteri di emergenza e di costringere le compagnie statunitensi ad andare via dalla Cina, due giorni dopo il tweet di venerdì, secondo il quale avrebbero dovuto spostare le loro attivitò altrove.

Ieri il principale consigliere economico del presidente, Lawrence Kudlow, ha dichiarato alla Cnn che il Trump non ha intenzione di emettere un ordine in tal senso. I commenti del presidente sono stati fatti venerdì dopo che Pechino aveva annunciato nuovi dazi sulle importazioni statunitensi.

“Quello che Trump sta consigliando alle imprese americane”, ha affermato Kudlow, è che “dovrebbero pensare di spostare le loro operazioni e le loro catene di approvvigionamento dalla Cina dato che vorremmo che tornassero a casa”.

Kudlow ha menzionato l’aliquota dell’imposta sulle società degli Stati Uniti, che è stata tagliata in base alla legislazione approvata nel 2017, e il “massiccio programma di deregolamentazione” dell’amministrazione Trump come ragioni per il trasferimento delle imprese negli Usa.

Anche il segretario al Tesoro statunitense, Steven Mnuchin, è intervenuto, dicendo al programma Fox News Sunday che il presidente non ha in programma di invocare poteri di emergenza per costringere le società statunitensi ad andarsene dalla Cina.

“Sta ordinando alle aziende di iniziare a cercare”, ha dichiarato Mnuchin aggiungendo che il presidente “vuole assicurarsi, dato che siamo in una guerra commerciale sempre più ampia, che le aziende si allontanino dalla Cina”.

Sia Mnuchin che Kudlow hanno affermato che il presidente potrebbe teoricamente costringere le società statunitensi a lasciare la Cina invocando una legge nota come International Emergency Economic Powers Act del 1977, o Ieepa. Kudlow ha anche detto che l’annuncio fatto su Twitter da Trump sull’innalzamento del 5% dell’aliquota sulle tariffe in vigore sui beni cinesi è ancora prevista.

I dazi in vigore su circa 250 miliardi di dollari di merci cinesi saliranno al 30% il primo ottobre. Le tariffe che dovrebbero entrare in vigore il primo settembre e il 15 dicembre su altri circa 300 miliardi di dollari di beni saliranno al 15%, hanno detto i funzionari.

Secondo il Congressional Research Service, l’Ieepa può essere utilizzato per affrontare “qualsiasi minaccia insolita e straordinaria” che provenga dall’esterno e metta a rischio “la sicurezza nazionale, la politica estera o l’economia degli Stati Uniti, se il presidente dichiara un’emergenza nazionale rispetto a tale minaccia.”

Trump non ha dichiarato un’emergenza nazionale in merito alla questione.

Il presidente “in ogni circostanza possibile” è obbligato a consultare il Congresso prima di esercitare i poteri concessi dall’Ieepa e a specificare in un rapporto ai legislatori perché le circostanze costituiscono una minaccia e perché tali interventi sono necessari, ha detto il Congressional Research Service. Dopodichè il presidente dovrà presentare rapporti di follow-up ogni sei mesi.

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