Germania: Pil in rosso (MF)

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Achtung achtung, la locomotiva tedesca si è fermata. Il prodotto interno lordo della Germania, la quarta potenza economica mondiale e prima in Europa, nel secondo trimestre non è cresciuto, anzi si è contratto dello 0,1% facendo un passo verso una recessione «tecnica». Il pil tedesco è risultato comunque invariato su base annua (+0,4% destagionalizzato).

A pesare sull’industria tedesca, molto orientata all’esportazione e che quindi risente delle tensioni nel commercio mondiale, spiega MF, sono in particolare i difficili rapporti tra Cina e Usa con la loro guerra dei dazi oltre alle imprevedibili prospettive della Brexit. I consumi privati sono invece aumentati e le imprese investono di più e questo ha consentito al governo della cancelliera Angela Merkel di dichiarare che “l’economia interna è solida”. Va segnalato infatti che già nell’ultimo trimestre del 2018 il pil tedesco aveva segnato un calo dello 0,2%, per poi tornare positivo nel periodo gennaio-marzo del 2019. Ciò detto, la debole performance tedesca ha comunque condizionato l’intera zona euro dove le borse hanno registrato una seduta in pesante calo (si legga articolo a pagina 13) e dove ora si attende un ulteriore stimolo monetario da parte della Bce nella sua prossima riunione. Nel secondo trimestre infatti il pil è salito solo dello 0,2% sia nell’Eurozona che nella Ue allargata a 28 Paesi dopo che nel trimestre precedente era cresciuto di 0,4%.

red/lab

 

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