Governo: in programma Pd-M5S concessioni e più deficit (Sole)

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Più flessibilità da chiedere alla nuova Commissione

europea per “rafforzare la coesione sociale” con un piano di investimenti

pubblici, lo stop agli aumenti Iva e il taglio del cuneo fiscale, ma anche

la revisione delle concessioni autostradali, una nuova legge sul conflitto

di interessi, la riforma del Csm, la web tax, l’acqua pubblica e

l’autonomia differenziata temperata da un fondo di perequazione.

Sono questi, si legge sul Sole 24 Ore, alcuni dei punti dell’accordo

sulle linee programmatiche fra M5S e Pd chiuso ieri in un documento da

consegnare a Giuseppe Conte nella sua nuova veste di presidente del

Consiglio incaricato. Nell’ultima versione il testo è snello, due pagine,

non come il contratto da 58 pagine di M5S e Lega.

Nel testo, spiega il quotidiano, si legge che il Governo giallo-rosso ha

intenzione di chiedere più deficit sul presupposto che “con la nuova

Commissione Ue si apre una nuova fase di programmazione economica e

sociale”. La manovra 2020, tra stop all’Iva e spese indifferibili,

partirebbe da una base di 25-26 miliardi e non avrebbe più il compito di

cercarne altri 10-15 per la flat tax. Con un deficit tendenziale che si

aggirerà intorno al’1,6%, e forse anche meno se i rendimenti dei Btp si

consolidano, si viaggia già 10 miliardi sotto il 2,1% indicato nel Def.

Nell’agenda di politica economica giallo-rossa entra anche il salario

minimo proposto dal M5S, però con l’attribuzione del valore erga omnes ai

contratti collettivi di lavoro come chiede il Pd. Nel documento entra

anche la richiesta del M5S di calendarizzare subito alla Camera il taglio

dei parlamentari, ma non manca il vincolo dem di accompagnare la mossa con

una riforma della legge elettorale: i tempi per completare il tutto,

insomma, non saranno brevi.

Sembra tutta da costruire una linea comune su due temi chiave: la

riforma della giustizia e le concessioni autostradali. In particolare,

sulle autostrade è esplicita l’indicazione sull’avvio della “revisione

delle concessioni” per garantire più investimenti e tutelare il “bene

pubblico” delle infrastrutture.

rov

 

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